Roberto Vecchione è uno dei nomi più importanti del trotto italiano se non internazionale, del resto questa è una peculiarità della sua famiglia, sono quasi tutti guidatori. Come tanti giovani del nostro territorio ha espresso le proprie potenzialità professionali emigrando lontano dalla terra natia, cresciuto al Cirigliano di Aversa, 17 anni fa si è trasferito prima a Trieste, dove ben presto è diventato il re del nord est, poi ha proseguito la sua ascesa anche quando si è trasferito in provincia di Reggio Emilia, dove lavora in un’importante scuderia.
Sabato lo abbiamo incontrato all’Ippodromo del Savio a Cesena, dove ha partecipato al Campionato europeo di trotto, competizione che l’anno scorso lo laureò vice campione europeo nella quale quest’anno ha avuto poche chance, è salito in sediolo a Feeling Model, un cavallo di proprietà aversana della Scuderia Cirigliana che partecipava anche con Demon Bag, ma che non poteva pensare di vincere una corsa di questo genere come lo stesso Vecchione aveva già previsto prima di scendere in pista, la finale è stata poi vinta da Camilla Highness (Peter Ingves) seguita da Torvald Palema (Ake Svanstedt). Noi abbiamo incontrato Vecchione a bordo pista con la sua compagna Chiara (con lui nella foto sopra), mentre era già in partenza per Torino dove domenica ha partecipato ad un altro gran premio.
Roberto, qual’è il tuo pensiero quando scendi in pista nei Gran Premi?
Sono sicuramente fiero di rappresentare il Sud, per me sono grandi soddisfazioni
Rispetto al Nord Est come ti trovi a Reggio Emilia?
Nel Nord est ho avuto sicuramente un’evoluzione professionale, ma è molto tempo che mi sono spostato a Reggio ed ho ancora tanto da lavorare.
Quali sono i tuoi ricordi del Cirigliano di Aversa?
Il pubblico, gli amici, in particolare quando sono ritornato ed ho vinto il Gran Premio Andreani (forse la prima volta vinto da un driver avesano).
Gli amici di Aversa li senti ancora?
Poco, ci vediamo a volta quando capitano in qualche ippodromo del Nord, sono oramai 17 anni che sono andato via da Aversa.
Salvatore Pizzo