La vicenda giudiziaria relativa alla decisione dell’Ufficio scolastico Provinciale di Parma di non considerare “titolo professionale” il titolo di giornalista, è stata oggetto di una seconda interrogazione parlamentare che è stata presentata nei giorni scorsi dall’On. Mara Carfagna (nella foto), la precedente era stata presentata in luglio dal parlamentare aversano Pasquale Giuliano.

In sede di aggiornamento delle graduatorie permanenti, un docente di Parma dopo aver letto il punto C4 della tabella di valutazione che prevede anche la valutazione dei titoli professionali (cosa ben diversa dai titoli di studio), aveva presentato anche il titolo di giornalista ai fini della valutazione del punteggio (3 punti), essendo esso un titolo professionale rilasciato da un ente pubblico, l’Ordine Nazionale dei Giornalisti, che sotto la vigilanza del Ministero di Grazie e Giustizia è l’unica istituzione che regola e rilascia i titoli relativi alla professione giornalistica. Una statuizione effetto di una legge ordinaria, che i funzionari del Ministero della Pubblica Istruzione, come ogni cittadino, dovrebbero applicare senza alcun margine di discrezionalità, evidentemente qualche funzionario non condividendo la norma ritiene opportuno non ritenere il titolo di giornalista un titolo professionale, una presa di posizione peraltro offensiva per un’intera categoria. Solo dopo le proteste dell’interessato, nel dubbio, l’Usp di Parma ha posto quesito all’Ufficio scolastico regionale, ma nel frattempo la graduatoria è stata pubblicata ed il docente è stato costretto a ricorrere alle vie legali, pende un ricorso davanti al Tar. Il primo nella sua specificità, non vi sono precedenti simili, se ne sta occupando l’avvocato parmigiano Fabio Massimo Cantarelli. Nonostante il quesito non sia stato ancora soddisfatto, la stessa amministrazione anzichè fare in modo che il contenzioso non proseguisse e si componesse bonariamente, ha deciso di costituirsi in giudizio attraverso l’Avvocatura dello stato, che in due righe peraltro senza specificare alcun motivo ha chiesto al Tribunale solamente di rigettare il ricorso. In pratica gli uffici preposti non solo non sanno, o non vogliono, dare una risposta ma vogliono anche che il Tribunale non si esprima. Questo strano comportamento è stato l’oggetto della nuova interrogazione, come come l’altra sposa quasi totalmente la linea giuridica avanzata dall’avvocato Fabio Massimo Cantarelli. Anzichè evitare un contenzioso lo alimentano. L’On. Carfagna ha chiesto anche quali iniziative il Ministro Fioroni intende adottare nei confronti di quanti “con la loro condotta, che all’interrogante appare difforme alla norma, hanno dato causa ad azioni giudiziarie”.

Di red