La riunione delle categorie ippiche e dei rappresentanti delle forze dell’ordine che si è svolta ieri all’Unire, (l’ente tecnico che si occupa delle corse dei cavalli), non ha sortito alcun effetto. Dopo quasi quattro ore di colloqui, le categorie ippiche hanno emesso un comunicato in cui sostengono di non aver ricevuto le necessarie garanzie, dalle istituzioni, affinché venga garantita la sicurezza, chiedono il “ripristino delle condizioni di normalità” e per questo non parteciperanno alle corse del “Cirgliano” a tempo indeterminato.

Cosa e come gli si deve dimostrare è davvero difficile capire, la normalità può essere un concetto astratto. La situazione è comunque chiara, c’è qualcuno che approfittando della situazione difficile del nostro territorio vuole appropriarsi delle core e del montepremi assegnato al “Cirigliano” di Aversa. Ecco cosa diceva un dispaccio, diffuso dopo la riunione, dall’agenzia Agipro, è la sintesi degli obiettivi reconditi di qualcuno, ecco cosa dice la nota: “Nel frattempo è stata anche fatta richiesta all’Unire affinchè il montepremi relativo a queste giornate che non saranno disputate venga "congelato" e, in caso di eventuali provvedimenti drastici su Aversa, venga comunque destinato agli altri ippodromi campani per non penalizzare ulteriormente gli operatori che hanno avuto il coraggio di denunciare l’attuale grave situazione”.

Praticamente si vuole spostare tutto a Napoli e a Pontecgnano (Salerno), come se da quelle parti la Camorra non ci fosse, si vuole sostenere che lì è mai successo nulla ma tuti sanno che non è così, siamo di fronte all’ipocrisia più totale, chi sono quelli che ci guadagneranno da tutto questo? La risposta è facile, ma a questo punto la vicenda è ancora da chiarire, uno scippo in nome della legalità. Sono davvero sciacalli, a questo punto è chiaro che vi sono dei soggetti coperti dalla politica che vogliono marciarci sopra. il danno non viene fatto solo alla Saita, la società che gestisce il Cirigliano, ma anche a tutti gli operatori della filiera locale che non sono legati alla Saita. Come giornale del territorio non permetteremo che questo scippo passi sotto silenzio, siamo solo all’inizio….

Salvatore Pizzo