Dopo il linciaggio mediatico, arrivano le prime marce indietro, qualche giorno fa avevamo dato notizia dell’arresto di 25 persone, accusate di aver dopato cavalli da corsa che hanno partecipato a corse negli ippodromi di Napoli ed Aversa.

Tra questa sparuta minoranza di mele marce della filiera ippica, c’era anche qualche operatore dell’aversano. I Nas su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli hanno sequestrato anche 82 cavalli, tra questi anche Zugherson di proprietà del deputato aversano Paolo Santulli, un grande appassionato di cavalli che ha fondato persino l’Associazione Parlamentari Amici del Cavallo di cui è presidente. Zughersonn che è uno dei tanti trottatori di cui è proprietario Santulli, era finito nell’inchiesta, perché in un’intercettazione telefonica tra un driver ed uno scommettitore, il guidatore consigliava al suo interlocutore di giocarlo piazzato in una corsa svoltasi all’Ippodromo romano di Tor di Valle, gara in cui il trottatore aversano arrivò terzo. Da qui il sospetto degli inquirenti, ma il doping in questo caso non c’entra, perché ai terzi arrivati non viene praticato il controllo antidoping, quindi una bufala colossale che ha visto il deputato nell’occhio del ciclone per qualche giorno, tanto che lo stesso Santulli ha chiesto di essere ascoltato dai magistrati, e ieri, come ha reso noto lo stesso parlamentare, finalmente la posizione Zughersonn- Santulli è stata archiviata definitivamente dagli stessi magistrati inquirenti. Quando un proprietario di cavalli affida i suoi trottatori ad un driver, non può sapere ciò che accade nella scuderia a meno che non ci sia complicità. Nel caso in questione, il cavallo ha portato a casa un premio di poco superiore ai 500 euro, considerando che la trasferta in van da Aversa a Roma cosa, e che sulla corsa non sono stati registrati flussi di scommesse anomale, il resto era tutta fuffa.