Lo sciopero dei guidatori di corse al trotto che in tutta Italia doveva partire il prossimo 4 gennaio, in Campania è partito già dal primo. I guidatori non hanno dato i partenti per le corse dell’uno a Napoli, per il 3 gennaio ad Aversa.
Dal nostro territorio arriva quindi un segnale fortissimo, perchè a quanto pare ci sarebbe chi dall’interno delle categorie ippiche è vicino all’attuale gestione dell’Unire, da più parti ritenuta molto discutibile, i guidatori campani hanno voluto quindi forzare la mano per fare sentire maggiormente il problema dell’intero comparto, anche se va detto che il galoppo non sciopera. Purtroppo i rappresentanti ippici campani, sono soliti non rendere interpretabili le loro decisioni ai media anche quando queste sono legittime e condivisibili. Non a caso l’Anagt ,una delle due principali associazioni dei guidatori, ha dato libertà di scelta da regione a regione, cosa che fa presumere che qualcuno “vicino” all’Unire ed al Ministro delle Politiche Agricole Alemanno esiste. L’ammontare del montepremi del 2006, garantito “a parole” uguale a quello del 2005, non è stato ancora comunicato e nonostante il preannunciato avvio delle nuove scommesse esistono fortissimi timori che i premi scenderanno ulteriormente. Un’altra tegola potrebbe essere il rinnovo dei colori, vincolato ad reddito minimo del richiedente e a un numero minimo di cavalli posseduti, praticamente chi vorrebbe possedere un solo cavallo da corsa non potrà più esistere. Questi sono solo i problemi più sentiti da un comparto che da lavoro ad oltre 50.000 famiglie. Questi i punti rivendicati dai rappresentanti sindacali riunitisi nei giorni scorsi a Bologna: 1) Il montepremi 2005 non è diminuito del 9% rispetto al 2004 come promesso dal Ministro Alemanno e dai vertici Unire, ma di una percentuale sensibilmente superiore. Inoltre non è stata mantenuta sino ad ora la promessa Unire e del Mipaf che, di concerto, prevedeva aumenti annui del montepremi del 3% nel triennio successivo al 2005, al fine di ripristinare le dotazioni delle corse del 2004, opportunamente rivalutate. Inoltre non è stato ancora definito l’importo del montepremi per l’anno 2006; 2) Rivisitazione del Regolamento tris e ripristino immediato delle indennità tris, che sono state tagliate nonostante la ferma opposizione e il parere negativo delle categorie degli allenatori e guidatori e delle associazioni dei proprietari che si riconoscono nell’Intercategoriale; 3) Partecipazione anche degli allenatori guidatori alla redazione della programmazione, del calendario, della disciplina di esecuzione delle regole antidoping per cavalli e allenatori guidatori; 4) Aumento della contribuzione Unire a favore della Cassa Previdenza; 5) Previsione di un prelievo sulle nuove scommesse quartè e quintè a favore delle associazioni degli allenatori – guidatori per la formazione di un fondo sociale; 6) Ottimizzazione dei bilanci Unire attraverso il recupero dei crediti vantati nei confronti delle agenzie ippiche, la razionalizzazione dei costi di gestione dell’Ente, degli addetti alla vigilanza delle corse e delle spese sostenute per l’acquisto delle corse estere; 7) Considerata mendace e scaduta la promessa del ministro Alemanno per il trasferimento dell’ippica all’agricoltura, si chiede alle OO.SS. di rendersi disponibili con tutti gli strumenti negoziali possibili, vedi Fondo per il sostegno al reddito degli artieri, da stabilizzare ed incrementare (anche con il contributo delle istituzioni e dell’Unire) nella quantità e nelle sue finalità in funzione di un alleggerimento dei carichi contribuitivi delle scuderie. Una seria battaglia per debellare il lavoro nero presuppone coinvolgimenti delle parti sociali in una politica che accompagni le iniziative degli organismi preposti con coerenti atteggiamenti e comportamenti positivi di tutti i soggetti. Non con iniziative che hanno più il sapore della propaganda che dell’efficacia. 8) In aggiunta a quanto sopra chiedono le dimissioni del Segretario Generale dell’Unire, Franco Panzironi, cui si attribuisce lo sfascio tecnico-economico e amministrativo dell’ippica e dell’Ente Ippico. Scrivono inoltre: “Pertanto rinnoviamo e ribadiamo la richiesta di un’immediata convocazione con i rappresentanti delle componenti ippiche firmatarie e anche con i sindacati per quanto concerne il confronto per una seria e concreta politica per l’eliminazione del lavoro irregolare. In difetto verrà attuata l’astensione dalla dichiarazione dei partenti a partire da quelli previsti per il 2 gennaio 2006”. Ovvero per le corse che dovevano svolgersi dal 4 in poi. Il punto forse più grave è quello indicato con il n.6, dove si accusano apertamente le agenzie ippiche, quindi perlopiù i punti Snai, di non versare il dovuto all’ente pur raccogliendo le scommesse. Un fatto grave, al quale Snai non replica pur essendo una società quotata in borsa, una situazione che non escluderebbe un intervento della Consob. Salvatore Pizzo