Quelli che vogliono strumentalizzare il dramma vissuto dall’Ippodromo Cirigliano di Aversa, per ottenerne la chiusura riversando le quote di mercato che esso detiene verso altre realtà, per adesso sono stati sconfitti. Nell’indifferenza della politica, il che è tutto dire, continua lo sciopero ad oltranza proclamato dalle categorie ippiche contro le lamentate intimidazioni della Camorra.
Una soluzione per garantire maggiore sicurezza agli operatori potrebbe esserci martedì, giorno in cui il Ministero delle Politiche Agricole ha convocato le categorie interessate, dimenticandosi però dei titolari delle attività comprese nell’indotto, che regolarmente autorizzati, esercitano la loro attività all’interno della struttura. Una fattispecie che funzionari e quant’altri, coinvolti a vario titolo nella risoluzione del problema, sembrano ignorare. Questa dimenticanza potrebbe portare a dei rilevanti contenziosi, non solo nei confronti di chi dovesse prendere decisioni affrettate, senza tenere conto di chi è regolarmente autorizzato ad esercitare la propria attività all’interno del Cirigliano, ma anche chi dovesse paventarle. Al pari dei responsabili ippici, chi appartenente ad altri comparti opera nella struttura in maniera legittima, riveste la stessa titolarità giuridica a partecipare alle decisioni. Fino ad oggi nessuna convocazione è arrivata per chi opera nell’indotto del Cirigliano, ma non è mai troppo tardi. Vari articoli hanno parlato anche di talpe interne all’ambiente ippico che farebbero il doppio gioco a favore della malavita, ma fino ad oggi, almeno pubblicamente, nomi nessuno ne ha fatti. Poi va detto che i pestaggi lamentati dagli operatori sono avvenuti in territori di province dove sono ubicati altri ippodromi, per questo appare strano che le strutture di quei territori siano immuni dall’aggressione criminosa, inoltre stando alle cronache giudiziarie i sodalizi criminali che operano nell’Aversano, non sono gli stessi che operano nei luoghi dove gli operatori sarebbero stati minacciati e picchiati. s.p.
Sotto la lettera inviata dalle categorie ippiche al Ministero delle Politiche Agricole, alla Prefettura di Caserta ed ai Carabinieri dei Nuclei Antifrode Comunitaria
Le categorie professionali sottoelencate sono grate al comando dei carabinieri per il pronto intervento e per la sensibilità dimostrata in una circostanza che vede gli operatori ippici campani in gravissima difficoltà.
Peraltro, dopo questa doverosa precisazione, tengono a puntualizzare che il pur importante intervento della forza pubblica non può sortire gli effetti desiderati in difetto di una normativa specifica, la cui applicazione assicuri le dovute garanzie di incolumità. Infatti la garanzia pre, durante e dopo corsa non impedisce manifestazioni di violenza in altri luoghi: gli operatori, in particolare, nei centri di allenamento e (addirittura) nelle abitazioni non possono essere tutti sotto sorveglianza e rischiano ritorsioni, anche fisiche.
Occorre una disciplina speciale che impedisca a chiunque di comunicare con allenatori e guidatori impegnati nelle corse. Ciò perché, rispetto a febbraio scorso, i malavitosi hanno trovato il sistema di conoscere il campo dei partenti, anche se formulato solo nella stessa mattinata e quindi di organizzarsi di conseguenza. LUnire è stata posta, dalla ripresa dellattività ad Aversa, più volte a conoscenza della situazione, al fine di provvedere con specifica disciplina per impedire allorigine il fenomeno delle infiltrazioni. Pertanto lastensione dalla dichiarazione dei partenti proseguirà fino a quando lUnire non predisporrà un protocollo normativo (predisponendo un tavolo comune con categorie e istituzioni) adeguato al contesto, essendo improponibile far pagare solo agli operatori campani lincapacità di regolamentare i convegni aversani.
E sufficiente infatti, anziché pensare a chiusure facili e demagogiche, rimettere le cose a posto, facendo il proprio dovere, attraverso lelaborazione e lapplicazione di una idonea normativa (come in febbraio), esercitando le necessarie e proprie funzioni di controllo applicate sistematicamente e non saltuariamente, in stretta collaborazione con forze dellordine e istituzioni.