Sta per finire il monopolio bancario che vede l’economia del Sud stretta nelle mani dei colossi bancari del Nord, che dalle nostre parti rastrellano il credito e nel settentrione agevolano gli investimenti.
Se la Banca del Mezzoggiorno prevista per legge nell’ultima finanziaria è un progetto che adesso si presenta ai nastri di partenza, la Banca del Sud oramai è cosa quasi fatta e speriamo che nel prossimo futuro non venga fagocitata come le altre dagli “uomini del nord”. Il prospetto informativo approvato dalla Consob, prevede un massimo di 20 milioni di euro da raccogliere come capitale iniziale tra i soci che intendono sottoscrivere la loro partecipazione, la chiusura delle sottoscrizioni deve avvenire entro il prossimo mese di maggio, e affinchè la banca possa nascere serve una raccolta minima di 7 milioni e mezzo di euro, ma questo tetto minimo non sembra un problema, tanto che ad oggi il capitale versato da parte degli aderenti ha già toccato i 10 milioni di euro, non a caso il Comitato promotore aveva pensato di chiedere la chiusura anticipata della raccolta, un’ipotesi che è stata poi scartata per incrementare ancora di più il capitale. Quando il presidente del comitato promotore Francesco Andreozzi nel 2004 registrò il marchio Banca del Sud, non si rese conto che questa denominazione già esisteva ed era in possesso della Bpl di Lodi (oggi Popolare Italiana) la quale lo aveva acquisito rilevando una banca di Messina, ma l’ex banca di Fiorani non ha mai avuto interesse per questo marchio e attraverso i “buoni uffici” di Andreozzi, da Lodi arrivò una lettera a Napoli con la quale Bpl annunciava di cedere il marchio gratuitamente. L’iniziativa che ruota intorno all’Istituto Fondazione Banco di Napoli recentemente ha ricevuto anche l’adesione della Pentar srl, società finanziaria che opera a Napoli, controllata da Maurizio Romiti e partecipata anche da Benetton, si tratta di un indicatore importante significa che nel settentrione guardano all’iniziativa napoletana con interesse. La partecipazione di Pentar è stata di 250mila euro. Sossio del Prete, un componente del comitato dei creditori, ha riferito che si sta facendo in modo che non ci siano sottoscrizioni ingenti da creare delle posizioni di dominio, si sta puntando verso un azionariato diffuso. Salvatore Pizzo