Finalmente Aversa e l’aversano hanno una banca locale, si tratta di un fatto positivo che può contribuire ad alleviare la piaga della colonizzazione bancaria. Il nostro territorio è pieno di banche di proprietà del gruppi settentrionali, che da noi rastrellano risorse e nelle loro aree di provenienza vanno ad investire, peraltro questo spesso avviene con l’applicazione di condizioni più onerose rispetto a quelle che gli stessi operatori finanziari praticano nel Settentrione.

Una situazione che pesa moltissimo sulla nostra economia, ed in merito alla quale i politichetti nostrani non sono in grado di dire nulla, gli elementi sono quelli che sono, figuriamoci se sanno affrontare i banchieri. La nascita della Banca di Credito Cooperativo di Aversa non può che essere salutata con speranza, tuttavia non si può in questa sede non puntare l’indice contro un inizio balzano di questa nuova realtà che la vede agire con un modus operandi che ricorda quei comportamenti di filocasertani, tipici di una classe dirigente nostrana formatasi con la casertanità nella mente, anche se Caserta non ha nulla a che vedere con Aversa e l’aversano. Autocitarsi non è bello, ma il nostro quotidiano (l’unico di Aversa che si possa dire veramente tale), insieme al periodico gemellato Nero Su Bianco, sono i principali organi d’informazione locale che esistono nel nostro comprensorio, e tra i giornali aversani sono gli unici più conosciuti nella nazione ed all’estero. Sono stati i primi giornali a dare informazione della costituzione della Bcc di Aversa quando essa era ancora in embrione, ma abbiamo dovuto usare sempre le nostre fonti, che fortunatamente non sono solo locali, anche quando la Banca d’Italia ha concesso la storica autorizzazione, chi ha creato la Bcc di Aversa ha ritenuto opportuno escludere da tutto il flusso d’informazioni relative alla nuova istituzione la stampa aversana. Boh, magari sono di Aversa e vogliono farlo sapere solo a Caserta che loro esistono. Non sappiamo il perché di questo, tuttavia è nostro dovere deontologico dirvi che da lunedì ad Aversa è operativa una banca locale il presidente si chiama Enrico Giuliano, invece il figlio Giovanni Giuliano, è il redattore del piano industriale, il Direttore Generale si chiama Vincenzo Arbore, e che ha sede in Via Ammaturo 220 soci e l’obiettivo è quello di arrivare a 500 soci. Oltre a questo, abbiamo letto sui giornali della cittadina di Caserta, che per il 22 novembre prossimo è stato organizzato un convegno, lì a Caserta, per fare il punto della situazione. I rumors dicono che tutto ciò sta avvenendo con il sostegno dell’Unione Industriali di Caserta (non quella di Aversa o di Napoli), ed a questo punto francamente diventa enigmatico capirne di più. Auguriamo ai dirigenti di questa banca migliorare la loro comunicazione, e comunicare anche con gli aversani.

Salvatore Pizzo