Un sinergia tra i produttori di latte di cammella e quelli di latte di bufala apre nuove frontiere per il nostro settore agroalimentare. Un lavoro scientifico compiuto da alcuni esperti pachistani sembra accreditare questa possibilità, il titolo è: “Studio sulla produzione ed il miglioramento della qualità di un formaggio molle fatto da latte di bufala comparato con un formaggio di latte di cammella”, elaborato da S. Inayat, M.A. Arain, M. Khaskheli, A.A. Farooq.

Da esso si apprende che le qualità casearie del latte bufalino sono nettamente superiori, e che esse possono migliorare la caseificazione del latte di cammella. I cammellieri possono quindi realizzare un discreto formaggio di cammella, partendo da preparazioni note, ed avendo come punto di riferimento il mondo della bufala con il quale potrebbero essere create sinergie. Un fatto economicamente importante se si pensa che in un paese come il Pakistan, che conta di 1,2 milioni di cammelli tra cui non meno di 600 mila cammelle: quel latte può essere una risorsa importante, paria a circa 900/1000 milioni di litri annui, che normalmente oggi non vanno sul mercato. Il latte viene consumato solitamente fresco ed è scambiato in un’economia che ancor oggi è di baratto, i cammellieri vivono in aree desertiche e collinari del paese, ma ciò non esclude delle evoluzioni favorevoli ai nostri produttori. Oltre al Pakistan, il connubi bufala-cammalla può interessare anche nazioni come il Sudan, la Somalia e l’Arabia Saudita.

Di red