I Clan de Casalesi era pronto al grande salto, quello di quotarsi in Borsa acquisendo la società calcistica della Lazio, operazione che sarebbe servita a ripulire un bel po di soldi accumulati dai masti di Casal di Principe.
Almeno questo sembra trasparire nellinchiesta condotta dalla Dda di Napoli, che ha coinvolto anche una stella del calcio italiano che fu, l’ex campione della squadra biancoceleste Giorgio Chinaglia che ha avrebbe fatto da tramite tra Camorra e la dirigenza del club capitolino. Unoperazione finanziaria che secondo le indagini sarebbe fallita per il rifiuto opposto dalla attuale dirigenza, ma non si sa se Chinaglia sapesse o meno chi fossero i suoi interlocutori che sicuramente si proponevano come uomini daffari. Ieri i Pm Raffaele Cantone e Alessandro Milita hanno disposto che la Guardia di Finanza compisse varie perquisizioni, tra i destinatari figurano: Giorgio Chinaglia, i promoter finanziari Carlo Guido Di Cosimo, 54 anni di Vittoria (Ragusa) e Giancarlo Benedetti, 40 anni di Roma, insieme a Giuseppe Diana, titolare di diverse aziende per la vendita di gpl. I primi tre sono indagati per riciclaggio, Diana è indagato per associazione camorristica e estorsione ed è ritenuto elemento chiave dell’inchiesta. Secondo i Pm Diana avrebbe avuto la disponibilità in Ungheria di oltre 21 milioni di dollari, che secondo gli inquirenti sono troppi per le attività svolte da Diana, e sarebbero frutto dei proventi delle attività della criminalità organizzata soprattutto sul Litorale Domitio. I due promoter avrebbero avuto il compito di reintrodurre in Italia quei soldi, ed secondo le indagini avrebbero avuto come punto di riferimento un finanziere ungherese, Zoltan Szilvas. In un primo momento gli indagati avrebbero individuato nel Lanciano (squadra che milita nel campionato di serie C1 girone B), poi anche in quel caso non si è fatto più nulla, quindi si è passati alla Lazio e Chinaglia era luomo che, stando alle accuse, doveva figurare come acquirente ufficiale.