Un cronista è stato vittima di un attentato di chiaro stampo camorristico, ma ancora una volta mentre cè chi viene celebrato per delle asserite minacce ricevute (Saviano), chi i colpi di arma da fuoco li subisce veramente viene ignorato dalla grande stampa. Due giorni fa i soliti ignoti hanno sparato con un fucile caricato a pallettoni all’indirizzo di una finestra illuminata,
contro la casa del giornalista della Gazzetta di Caserta Salvatore Minieri, autore di varie inchieste riguardanti la cupola politico-affaristico-mafiosa di Pignataro Maggiore (Caserta), paese noto anche come la Svizzera della camorra. Il fatto è avvenuto intorno alle 1,25 della notte ra domenica e lunedì in via degli Ulivi, quando un’auto si è fermata all’altezza dell’abitazione della famiglia Minieri ed uno degli occupanti dell’automobile, senza scendere dal mezzo, ha mirato ed ha esploso la scarica di pallettoni. Sette, otto pallettoni si sono fortunatamente infranti sulla pesante lastra di ferro che protegge il cancello; se si fosse trattato di una semplice lamiera, i pallettoni l’avrebbero perforata con forza e raggiunto una delle finestre, mentre Salvatore Minieri era ancora sveglio, guardava un film. Lo aveva detto più volte ai colleghi di Pignataro Maggiore: L’aria è pesante. E’ un’aria di piombo, di camorra e di inconfessabili e non sanzionate complicità tra politica e cosche, nel feudo del clan Lubrano-Ligato. E’ la risposta agli articoli sulla villa di via del Conte, dice Salvatore Minieri, che anche negli ultimi giorni si è occupato dell’immobile confiscato al boss Raffaele Ligato; un bunker rimasto nella piena disponibilità della criminalità organizzata. Il nuovo collaboratore di giustizia Giuseppe Pettrone detto Uccello ha rivelato che lui e Pietro Ligato (figlio di don Rafele) nascondevano armi in via del Conte, in un canneto vicino alla villa bunker. Come è capitato già per altri cronisti vittime di episodi di questo genere, nessuno ha detto niente, dove sono tutti quelli che vanno celebrando lo scrittore, edito da Mondadori, Roberto Saviano?
Salvatore Pizzo