La situazione sindacale italiana è davvero surreale, perché la Cgil il principale sindacato italiano che l’anno scorso faceva fuoco fiamme contro il governo presieduto da Berlusconi, adesso a causa della mutata situazione politica, è diventato non un semplice sindacato autonomo schierato al fianco di un governo di sinistra al quale è innegabilmente legata per affinità ideologiche, bensì è una parte integrante dello stesso esecutivo, occupa più spazio di un partito, due ministri e tre sottosegretari.

La Cgil è presente nel governo con il Ministro del Lavoro Cesare Damiano, affiancato da due sottosegretari anche loro cigiellini, Cecilia Donaggio e Rosa Rinaldi, al Welfare c’è l’ex delegato di fabbrica Paolo Ferrero, al tesoro il sottosegretario Alfiero Grandi. Come faranno i sindacalisti della Cgil a trattare da controparte con i loro colleghi, e nel caso in cui ci dovessero essere, come già ci sono, fatti che richiedono proteste da parte delle varie categorie, gli altri sindacati dovrebbero contestare con l’arma dello sciopero solo il governo o anche il sindacato che si è fatto partito (senza presentarsi alle elezioni)? E’ questo non è un conflitto d’interessi?

Salvatore Pizzo