Attraverso le indagini condotte dalla Dda e dagli uomini del comando provinciale dei Carabinieri e tramite due collaboratori di giustizia, Luigi e Alfonso Diana, è stata fatta luce circa gli omicidi di Davide Corvino e Raffaele Piccolo, uccisi a Casal di Principe, rispettivamente nel novembre del 1997 e nellottobre del 1998.
Una svolta nelle indagini, dunque, nella lotta, da parte degli uomini delle forze dellordine, allantistato locale, anche tramite le dichiarazioni dei pentiti, che ha fatto luce sui precari equilibri della camorra in quegli anni.
Per gli omicidi del 1997 e del 1998 sono stati accusati i fratelli Salvatore e Vincenzo Cantiello di 36 e 41 anni, Luigi De Vito di 38 anni e Antonio Zara di 28 anni.
I due magistrati, Giovanni Conso e Raffaele Cantone, hanno già chiesto ed ottenuto le ordinanza di custodia cautelare ai quattro criminali, già rinchiusi in carcere per altri reati.
I pentiti hanno ricostruito gli equilibri interni della camorra ed hanno affermato che Corvino e Piccolo, che prima del 1997 erano affiliati al clan camorristico capeggiato da Francesco Bidognetti, detto Cicciotte e Mezzanotte, sarebbero stati uccisi perché compirono una operazione di scissione mettendosi in proprio.
Il ruolo primario, all’interno del cartello dei casalesi, è sempre stato svolto dal clan Schiavone-Bidognetti, con base operativa nel comune di Casal di Principe, mentre tutti gli altri clan hanno sempre svolto un ruolo satellite, attorno agli assi portanti del panorama dellantistato casertano.
Dopo larresto dei boss Francesco Schiavone, detto Sandokan e Francesco Bidognetti, il clan dei casalesi, a partire dalla seconda metà del 1998, ha conosciuto una fase di instabilità interna e di lotte intestine assai cruente: fu in quel periodo che vanno collocati il più alto numero di morti ammazzati per motivi di scissione.
Le dichiarazioni dei due pentiti attestano che la camorra sta subendo forti trasformazioni in questi anni, assumendo altre sembianze e mettendo le mani su altri traffici ancora più loschi, ma laumento del pentitismo attesta anche che lantistato locale sta subendo un lento processo di corrosione interna.
Nicola Palumbo