I giornalisti non hanno dimenticato che in parlamento c’è un disegno di legge, già approvato all’unanimità dalla Camera (solo 7 astenuti), che prevede in pratica il bavaglio totale della cronaca giudiziaria. Se passa si potrà parlare delle inchieste, solo dopo la conclusione dell’udienza preliminare. Se fosse in vigore oggi, ad esempio, sarebbe vietato parlare del delitto di Iole Tassitani oppure delle inchieste che riguardano lo scandalo dei rifiuti in Campania,
l’Italia ripiomberebbe nel passato, quando la libera stampa era un reato. Martedì 15 gennaio, dalle 12 presso la Federazione nazionale della stampa, il consiglio nazionale dell’Unione nazionale cronisti italiani tornerà a schierarsi contro il disegno di legge di cui è primo firmatario Clemente Mastella. La legge è impropriamente detta sulle intercettazioni telefoniche, ma non è così. Una norma – sottolinea l’Unci in una nota – che tutti i giornalisti avversano perché punta ad abolire il diritto dei cittadini ad essere informati sulle indagini preliminari. Il dibattito è aperto a politici, magistrati, avvocati, esperti e giornalisti. Tra gli altri, interverranno il senatore Felice Casson, relatore del provvedimento alla commissione Giustizia del Senato e il presidente della stessa commissione Cesare Salvi, i presidenti di Fnsi e Ordine Roberto Natale e Lorenzo Del Boca e il segretario della Fnsi Franco Siddi. Sono stati invitati i ministri Mastella, Amato e Gentiloni, i capigruppo del Senato e i Senatori della Commissione Giustizia, i responsabili giustizia dei partiti, il presidente dell’Unione delle Camere penali. La commissione Giustizia di Palazzo Madama sta per concludere l’esame del ddl che dalla fine del mese può andare in Aula. E’, quindi, molto importante – sottolinea ancora l’Unci – che i giornalisti tornino a far sentire la propria voce per evitare che a Palazzo Madama sia approvato un testo simile a quello, sciagurato, licenziato dalla Camera contro il quale l’intera categoria, senza distinzioni di ruoli o posizioni, si è compattamente schierata ed ha lottato, consapevole che impedirà l’informazione sulle inchieste penali. Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti il 4 ottobre ha approvato, all’unanimità, un documento che afferma che il ddl "rappresenta un grave attentato alla libertà di stampa e al diritto di cronaca". Il 14 dicembre, in uno dei primi atti ufficiali dopo l’elezione, il presidente e il segretario generale della Fnsi, Natale e Siddi, hanno scritto al Vicepresidente del Csm Mancino che le polemiche sulla pubblicazione delle intercettazioni e i conseguenti interventi sui giornalisti "stanno determinando un pericoloso clima di tensione tra la Magistratura e l’informazione". L’Unci il 24 maggio ha organizzato un corteo sin sotto il Senato e ha fatto approvare dal Congresso della Fnsi di novembre un ordine del giorno che chiede una profonda revisione dell’impianto della proposta di legge.