“La diet@ mediterranea nell’epoca della globalizzazione” è un libro inchiesta, scritto da un giornalista, Franco Nocella, per dimostrare una tesi precisa:

rivalutare il modello alimentare mediterraneo è indispensabile nel momento in cui ci domina il cosiddetto villaggio globale rischia di cancellare e travolgere identità culturali, modi di vita e spazi di iniziativa economica per trasformare la Terra in un unico grande mercato etero diretto da chi ha il potere e la volontà di farlo. Contro l’omologazione culturale e l’emarginazione produttiva è necessario alzare una bandiera e riorganizzare risorse e opportunità. Questo non per avanzare velleità autarchiche, che non hanno mai avuto credito nel Mediterraneo, mare degli scambi per antonomasia, ma per sottolineare una identità e per costruire una soggettività autonoma che permetta di stare in campo e di competere. Riconoscere se stessi, in altre parole, per meglio e più utilmente offrirsi agli altri. Il vecchio adagio secolo cui “ siamo quello che mangiamo” vede oggi ribadita la sua attualità, da un doppio punto di vista: quello della cultura mediterranea che deve distinguerci e caratterizzarci al meglio nel policromo cosmo del Terzo Millennio e quello di sviluppo auto centrato che,assieme a tutto il resto,faccia perno sulla rinascita della gloriosa agricoltura del Mediterraneo e sul decollo del turismo culturale ed eno-gastronomico. Il Mezzogiorno italiano, colloca al centro del Mare Nostrum, può trovare nel modello alimentare mediterraneo una potente leva capace di aiutare la rinascita,agendo sui temi della riscoperta della sana alimentazione tradizionale, dell’agricoltura ecocompatibile, di un’industria agro-alimentare coerente con le vocazioni regionali, della difesa e della valorizzazione dei prodotti tipici e della promozione di un turismo basato sul binomio prodotto-territorio. Tradizione e innovazione,nell’area di internet,ancora una volta si confrontano e si intrecciano attorno al mare più “antico” del mondo,che unisce tre continenti e che, come disse Giorgio La Pira,offrendo a tutti il proprio umanesimo sedimentato attraverso un’esperienza multimillennaria, potrà contribuire a mettere finalmente il pianeta sul binario che lo porterà alla pace definitiva, fondata sull’equilibrio e sulla libertà .

Martina Fontana