Ancora abbattimenti di alberi monumentali ad Aversa. Gli ultimi abbattimenti sono stati effettuati recentemente nella piazza della stazione ferroviaria (Piazza Mazzini) dove per realizzare il progetto, sul quale come WWF non abbiamo nulla da eccepire, sono stati eliminati i due grandi lecci (le querce sempreverdi mediterranee) che sorgevano da tanti anni alle spalle della statua di Domenico Cimarosa.
Ci chiediamo come mai si abbattono alberi così belli e grandi senza una spiegazione pubblica. E’ assurdo pensare che tutte queste piante siano malate, stiamo parlandoovviamente anche dei pioppi neri tagliati in zona sud di Aversa nell’area verde a fianco alla Chiesa nuova di S. Teresa del Bambin Gesù. Chidiamo al Sindaco di adottare un regolamento cittadino per la difesa e l’incremento del verde urbano, sulla falsa riga di uno già esistente ad Aversa ed approvato circa 10 anni fa. E’ mai possibile che il progetto di rifacimento della piazza della stazione ferroviaria non poteva tener conto degli alberi preesistenti??? Dal progetto mostrato pubblicamente, si notano una serie di altre piante che verranno messe a dimora nella piazza della stazione ma conservare quei due storici lecci doveva essere un obbligo !!! E’ bene ricordare che un leccio di quelle dimension regala una quantità di ossigeno, durante la fotosintesi clorofilliana, pari alle esigenze respiratorie di circa 10 persone adulte ed al contempo assorbe pari quantità di gas climalteranti e velenosi prodotti dal traffico veicolare, ai riscaldamenti e dalla combustione dei rifiuti. Proprio il leccio, la quercia sempreverde mediterranea, viene spesso consigliata dal WWF per le alberature dei parchi e delle strade della città di Aversa, visto che hanno una serie di caratteristiche positive e compatibili soprattutto con le esigenze della città. Ad esempio non perdono tutte le foglie nel periodo autunnale (sono sempreverdi), hanno un accrescimento non troppo rapido (come invece lo hanno i pini e i pioppi), non lasciano cadere di tanto in tanto le pigne o coni (da cui il nome di conifere) come invece fanno i pini e così via. Ci auguriamo che in futuro non si abbattano più alberi di grandi dimensioni come quelli della piazza della Ferrovia.
Alessandro Gatto, WWF Aversa