Il commissario per l’emergenza rifiuti in Campania Corrado Catenacci ieri si è dimesso dall’incarico. La decisione è arrivata dopo la notifica da parte della Procura di Napoli di uninformazione di garanzia relativa all’inchiesta che ha portato al sequestro dell’impianto Cdr di Tufino. Dopo la notifica dellatto, anche i vertici dell’ufficio del Commissario per l’emergenza rifiuti in Campania hanno presentato le dimissioni al capo del dipartimento della Protezione Civile Bertolaso.
Catenacci è poco simpatico a questo giornale, da Prefetto di Caserta firmò un provvedimento col quale chiuse lIppodromo Cirigliano di Aversa, un asset economico importante per la nostra economia, che essendo finito nel mirino della malavita, anziché proteggerlo, fu chiuso (temporaneamente) mettendo sul lastrico decine di famiglie. Una pagina nera di sconfitta dello stato, che appartiene al passato, tuttavia va detto che Catenacci è stato sbattuto da solo a combattere lemergenza di rifiuti, gli stessi governi di vario colore che lo hanno designato, lo hanno lasciato in balia di amministratori locali che con miopia si oppongono alla realizzazione di nuovi impianti per lo smaltimento. Una situazione difficile, nessuna norma vieta al governo di offrire lo stesso incarico che ricoperto Catenacci ai magistrati che lo hanno inquisito, potrebbe essere unidea. Intanto la monnezza avanza, ma nessuno vuole i cosiddetti termovalorizzatori sul proprio territorio, e questo solo in Campania. I magistrati napoletani, da uomini di legge, saprebbero come fare.
Salvatore Pizzo