Lo scorso 22 giugno la Corte dei Conti della Campania ha approvato il referto annuale, con il quale l’organo di controllo riferisce al Consiglio Regionale sui risultati della gestione finanziaria della Regione. La Corte ha rilevato che i dati di consuntivo continuano a fornire dei segnali ”preoccupanti” specie nel settore sanitario: la persistenza di un disavanzo di amministrazione, la costante diminuzione patrimoniale, la crescita della massa dei residui attivi, il modesto margine di realizzazione delle spese d’investimento, l’esorbitante peso delle economie vincolate e la continua espansione delle spese per il personale, dove una inadeguata determinazione del fabbisogno e una generale sottostima degli effetti conseguenti ai numerosi passaggi di ruolo ed ai rinnovi della contrattazione integrativa, determinano ritmi di spesa ben superiori alle stime di bilancio.
I magistrati contabili hanno però registrato anche alcuni segnali di miglioramento: una maggiore aderenza alle previsioni di bilancio; un maggior dinamismo della spesa; un saldo finanziario nuovamente in crescita; maggiore riduzione degli oneri di ammortamento; un effettivo ruolo di guida da parte dei principali documenti contabili di programmazione finanziaria. La relazione si sofferma molto in merito alleccessiva spesa relativa al settore sanitario, si parla di un disavanzo di circa 2000 milioni di euro, a cui va sommato un debito sanitario che ha raggiunto oltre 2,2 miliardi di euro di mutui. Allo stesso tempo, a fronte di debiti pregressi delle Asl per circa 5 miliardi di euro, la Regione è ancora in attesa di riscuotere dallo Stato il saldo del finanziamento assegnatogli per il triennio 2002/2004, pari a circa 2,4 miliardi di euro. Secondo la Corte dei Conti, ai fini della copertura dei disavanzi gestionali illustrati, la So.Re.Sa. Spa ha avviato un’operazione di cessione dei crediti, vantati dai fornitori delle Aziende sanitarie e ospedaliere, con successiva cartolarizzazione degli stessi a 30anni. A tale misura, si affianca la recente adozione, da parte della Amministrazione regionale, di un Piano organico di risanamento del Servizio Sanitario Regionale basato su misure di contenimento triennale della spesa, e su vincolanti obiettivi di spesa fondati su fattori di costo, che sembrerebbero creare le premesse per realizzare un effettivo contenimento della spesa sanitaria ed il raggiungimento dell’equilibrio economico delle Aziende sanitarie e ospedaliere campane. Secondo la Corte dei Conti risulta evidente ”un’accentuata concentrazione della spesa nei servizi di assistenza ospedaliera, un elevato tasso di crescita dei compensi accessori al personale sanitario e un incremento del costo medio pro capite della medicina di base nonche’ della spesa farmaceutica, inoltre, cresce il contingente di personale del ruolo sanitario e amministrativo. I risultati dell’indagine condotta sulla gestione dei fondi per il trattamento accessorio del personale della A.S.L. Na-1 e dell’ A.O. Cardarelli di Napoli, hanno evidenziato numerose criticità, in particolar modo, in ordine al controllo della spesa e alla verifica delle compatibilità economico-finanziarie.