Sembrava che dopo lappello pubblico lanciato dalla Gazzetta di Parma per la famiglia del Karim, il problema casa si fosse risolto, purtroppo non è stato così. La signora Rachida, la mamma del bambino che la notte di San Silvestro fu colpito alla testa da una pallottola vagante, mentre era nel cortile della sua casa a Trentola Ducenta dove risiede, in unintervista rilasciata alla giornalista Roberta Lusardi di Tv Parma, ha chiesto aiuto al Sindaco della città emiliana, ha bisogno una casa per riunire tutta la famiglia.
Lei è da 5 mesi al capezzale del piccolo che è ricoverato al Centro Cardinal Ferrari di Fontanellato (Parma). Le nostre istituzioni locali stanno sfigurando in maniera indecente rispetto a questa vicenda, dopo che un disgraziato, ancora ignoto probabilmente coperto dal solito velo domertà, ha ridotto in quelle condizioni un bambino che giocava perché ha salutato il nuovo anno festeggiando a mano armata, adesso quella famiglia è stata lasciata sola. Karim dopo le prime cure prestate allOsepdale Moscati di Aversa, fu trasportato in condizioni disperate al Santobono di Napoli , per due mesi è stato in coma, i medici ritenevano quasi impossibile un suo recupero alla normalità, anzi si attendeva il peggio ma dopo tanta disperazione è accaduto quasi un miracolo, il bambino allimprovviso ha salutato il medico: Buongiorno dottore, da lì è iniziato il recupero. La mamma da quella maledetta notte non lo ha mai lasciato solo, il padre Hachemi e il fratello Mohamed, sono dei normali artigiani, hanno difficoltà economiche per recarsi a far visita al piccolo, la famiglia vorrebbe riunirsi nel parmense dove Karim dovrà rimanere a lungo per riabilitarsi, la pallottola è ancora conficcata nella sua testa e forse mai si potrà estrarre. Per aiutare questa famiglia di onesti lavoratori, arrivata in Italia oltre 10 anni fa dalla Tunisia e perfettamente integrata, il quotidiano ducale ha lanciato un appello per raccogliere offerta, al quale ci si siamo associati anche noi. Noi siamo stati inadempienti, quello che hanno fatto i colleghi parmigiani lo dovevamo fare prima noi.
Salvatore Pizzo