La moglie di Walter Schiavone, elemento di spicco del Clan dei Casalesi e fratello del superboss Francesco Schiavone “Sandokan” è finita sotto processo a Parma. Secondo le accuse la donna, Nicolina Coppola, mentre il marito era detenuto nel carcere della città emiliana, si sarebbe spacciata per una dipendente degli uffici giudiziari al fine di ottenere notizie riservate, relative alla mancata autorizzazione a far accedere nel carcere un medico che avrebbe dovuto visitare il marito, che lì era ristretto al regime del carcere duro.
Subito sono scattati i controlli e gli agenti della Polizia Penitenziaria hanno verificato che la telefonata era partita da Casal di Principe, da un telefono di proprietà di un congiunto della donna. Non sono chiare quali fossero le intenzioni di Nicolina Coppola, ma per questo fatto, che risale al gennaio del 2008, è stata rinviata a giudizio per sostituzione di persona. Il processo davanti al giudice monocratico Vittoria è iniziato con l’audizione di uno degli agenti che si è occupato del caso, poi il Pm Antonella De Stefano ha chiesto di convocare anche altri due testimoni, anche loro agenti di Polizia Penitenziaria, quindi tutto è slittato al 9 febbraio. La donna non si è presentata alla prima udienza, a rappresentarla c’era il legale Letizia Tonoletti.
Salvatore Pizzo