In questi giorni di “emergenza rifiuti” ad Aversa la consueta apatia della popolazione locale, che con il suo atteggiamento ha da sempre lasciato pascolare “beata” la pseduo classe politica locale, di ogni genere e colore, è stata smossa dagli attivisti di Tanalab. Questa è sicuramente una conquista sociale meritoria, ascrivibile agli attivisti di questo sodalizio,

talvolta le motivazioni delle loro rivendicazioni sono condivisibili ed altre volte no, cosa ovvia in democrazia. Poi quando si contestano i politicanti locali si ha sempre ragione, senza se e senza ma, è gente abituata troppo bene. Relativamente all’emergenza rifiuti, numerose rivendicazioni di questo sodalizio sono generalmente condivisibili, questo al di là delle ideologie politiche, ma affinché tutto resti genuino sarebbe opportuno che si continuino a tenerere ad “igienica distanza” dalla protesta gli esponenti dei partiti politici specie quelli locali, che in quanto tali sono tutti corresponsabili del disastro. Dai Comunisti Italiani a La Destra (costola fuoriuscita da An), sono tutti complici ed i loro esponenti farebbero meglio a starsene lontani dai cortei. Lo abbiamo detto molto cordialmente al rappresentante dei Comunisti Italiani che spesso è intervenuto attivamente nella protesta, il suo come gli altri è un partito delle istituzioni, sta all’altro lato della barricata, tra quelli che dovevano fare e non hanno fatto. L’attivismo che in questi giorni sta ponendo in essere Tanalab, per essere efficace, dovrà sicuramente rimanere in binari civili ma di fermezza. Sabato sera un corteo di cittadini aversani organizzato principalmente da Tanalab per protestare contro la “munnezza” ha attraversato il centro di Aversa, è giunto in Piazza Municipio dove alcuni manifestanti hanno interrotto il Festival degli Artisti di Strada per intervenire dal palco al fine di spiegare le ragioni della protesta, poi dopo la manifestazione artistica è proseguita senza incidenti. Un’interruzione che in alcuni frangenti ha assunto le sembianze dell’atto di forza, ma anche questo poteva essere evitato, bastava mettersi d’accordo qualche ora prima con gli organizzatori, anche loro aversani, che sicuramente sentono anche loro il “fieto” della munnezza. Così facendo dal palco, a nostro modesto avviso, si sarebbe avuta una visibilità ancor più efficace e maggiormente condivisa, perché ci si sarebbe “inseriti in scaletta” in maniera diversa. Va anche detto che in quei momenti qualsiasi sconsiderato, se avesse voluto, avrebbe potuto tubare la protesta. Di fronte alle manifestazioni di massa, come quella che Tanalab ha messo in piedi, a tutela di tutti, è sempre opportuna un’adeguata vigilanza delle forze dell’ordine e per l’occasione ce n’erano davvero poche. Il corteo è proseguito fin sotto i portici del comune dove sono stati lasciati dei sacchetti di spazzatura davanti al portone. Fin quì la cronaca.

Tanalab chiede:

la chiusura delle discariche non a norma. Cosa sicuramente sacrosanta, ma le montagne di rifiuti che in queste ore stanno togliendo dove dovrebbero essere messe?

L’avvio immediato di una raccolta differenziata porta a porta. Cosa che i politicanti di tutti i comuni della nostra zona dovrebbero attuare immediatamente, però se si contesta solamente il Comune di Aversa la rivendicazione assume colorazioni politiche. Non va interrotto solo il Consiglio Comunale di Aversa come si è fatto recentemente, lo si deve fare anche a: Giugliano (la terza città della Campania), Villa Literno (capoluogo liternese), Casal di Principe (comune capofila del Casalasco) ed Orta di Atella (capoluogo atellano). Sono comuni importanti del nostro territorio, gestiti da partiti diversi da quelli che appoggiano il forzaitaliota Ciaramella.

La bonifica immediata delle nostre terre. Su questo punto hanno totalmente ragione, il governo deve prendere precisi impegni, il nostro territorio esprime, oltre a vari parlamentari di maggioranza e minoranza, anche un sottosegretario, il senatore di Casoria Tommaso Casillo (Infrastrutture). A lui qualcosa andrebbe (civilmente e fermamente) chiesto.

 

Rinuncia delle politiche di incenerimento. Bene! Ci si spieghi l’alternativa qual è, altrimenti si rischia di non essere capiti

Salvatore Pizzo