L’ippica italiana ha decretato la sua astensione a tempo indeterminato a partire dal prossimo 4 gennaio, tutto il comparto protesta contro la gestione dell’Unire, l’ente di riferimento del comparto ippico di pertinenza del Ministero delle Politiche Agricole.
Gli ippici sono disposti a cessare la protesta solo dopo che saranno stati invitati ad un tavolo di concertazione dall’ente, e nel pacchetto di rivendicazioni che hanno formulato chiedono esplicitamente le dimissioni del segretario generale dell’Unire, Panzironi, uomo molto vicino al Ministro Alemanno. Tra le contestazioni mossegli, primeggia anche quella pesantissima di non incidere sufficientemente nei confronti della Snai, che pur raccogliendo le scommesse attraverso le sue agenzie, non versa all’ente la quota dovuta, mettendo a serio rischio il sostentamento di tutta la filiera, e facendo mancare le dotazioni economiche per assicurare i premi alle corse. La Snai, nonostante sia una società quotata in borsa non ha mai preso posizione rispetto a questa contestazione. Lo sciopero ovviamente bloccherà anche le attività del “Cirigliano” di Aversa, ma in Campania i driver affiliati all’Anagt ai quali va dato atto di essere stati i primi a promuovere questo stop, capeggiati da Antonio Luongo, senza dire nulla ne alla stampa locale ne con un avviso, hanno deciso di anticipare la protesta a partire dal primo gennaio. Come al solito il modo con cui pongono le loro istanze li fa passare dalla ragione al torto: l’ippodromo ad Aversa è una realtà importante, che crea un cospicuo indotto economico, ma tutto ciò a Luongo e compagni non interessa, non hanno fatto sapere il perchè dell’anticipo, roba da chiodi.