Siamo in serie C. Finalmente. Le gesta dei nostri eroi calcistici sono state seguite con trepidazione e speranza, coronata dallagognata vittoria, da migliaia di concittadini. Ununica nota stonata. Anzi: stonatissima. I mezzi utilizzati per seguire, minuto dopo minuto, la partita con il Bitonto: cellulari, televideo, telefono, passavoce mancavano solo i segnali di fumo e i piccioni viaggiatori. Lera della comunicazione e dei mass media elettronici, lera del villaggio globale, purtroppo, ad Aversa non è ancora giunta.
Siamo fermi alla fine del 1800. Marconi e le sue scoperte ad Aversa non sono ancora arrivate. E semplicemente vergognoso che si debba seguire le gesta di una squadra di calcio per telefono. Dove sono le radio private che ogni città italiana di sessantamila abitanti possiede? Dove sono le televisioni private? Forse siamo ancora nel 1974 e non ce ne siamo accorti? Il felice evento della promozione nella serie superiore dovrebbe far riflettere ogni buon cittadino aversano, e soprattutto ogni amministratore pubblico ed ogni imprenditore privato sul reale significato di una promozione in serie C. Ci aspettano una serie infinita di figure di mer . Alle richieste di collegamento in diretta dallo stadio che Ci perverranno dalle emittenti private, sia radiofoniche sia televisive, dovremo rispondere con un clamoroso: Ma ad Aversa non esiste né una radio privata né una televisione privata. Immagino lespressione del viso e i pensieri dellinterlocutore dallaltro lato del telefono. Ma questi dove vivono?. Ma in che secolo sono rimasti?. Altro che serie C. La città è rimasta ancora in serie Z. Comunque, non intendo solo evidenziare il problema. Mi rendo disponibile a collaborare con quanti siano seriamente interessati a risolverlo. Bisogna dotare la città almeno di unemittente radiofonica. Premetto che non è facile. Le frequenze sono state date, ormai, tutte in concessione. Le frequenze utilizzate dallultima radio privata operante ad Aversa: City Radio (88.000, 90.700 e 90.500 Mhz) sono da anni utilizzate da altre radio. Ma non bisogna disperare. Margini operativi ce ne sono. Metto gratuitamente a disposizione la mia esperienza di dieci anni dimprenditore radiofonico (appunto a City Radio) a chi volesse creare una cordata dimprenditori (seri) intenzionati a portare almeno in serie D il mondo dellinformazione elettronica aversana. Tra le altre cose (non irrilevanti a mio modo di vedere) il mercato pubblicitario aversano vale non meno di 100.000 euro il mese. Spendere due/trecentomila euro per comprare una frequenza, 100.000 per le attrezzature dalta e bassa frequenza e 10.000 euro il mese per la gestione sarebbe un investimento recuperabile, al massimo, in due anni. Il sasso è lanciato. Ho unidea degli effetti del lancio stesso, ma me la tengo in serbo. Come si dice: Proprio quando la notte è più buia, basta poco per fare luce .
GIUSEPPE CRISTIANO