Dopo alcune polemiche che hanno investito l’Asl di Aversa, la direzione generale della stessa azienza ha fatto sapere che: ”Non c’è alcuna intenzione di chiudere l’ospedale Palasciano di Capua, né vi è alcuna previsione in merito nemmeno nel piano di riqualificazione stilato per l’ottimizzazione dei costi e dei servizi”. “Il 30 maggio scorso – prosegue una nota dell’Asl – con un iter condiviso passo dopo passo con i sindacati del comparto e della dirigenza medica, è stata messa in atto una strategia che, sulla base dei dati delle attività e delle indicazioni della Regione, andasse proprio nella direzione di scongiurare la chiusura del presidio”.

La manager dell’Asl, Angela Ruggero, riferisce che nel 2004 sia l’ospedale di Capua che il Melorio di Santa Maria Capua Vetere, erano al di sotto degli standard di sicurezza previsti sia per gli utenti che per gli operatori. Uno stato di cose che rischiava di portare alla chiusura di entrambi gli ospedali. “L’operazione – chiarisce il direttore generale – di accorpare alcuni reparti doppione dei due presidi, ha fatto sì che non solo le difficoltà venissero ridotte, ma ha consentito di raggiungere livelli di assistenza tali da creare le premesse per ottenere i finanziamenti per la costruzione di un nuovo ospedale a Capua”. Anche in merito al pronto soccorso, la Ruggiero obietta: “E’ pretestuoso affermare che è stato chiuso, perché in realtà al mio arrivo, il pronto soccorso non esisteva. Abbiamo messo in campo, insieme a tutti gli operatori sanitari coinvolti, strategie per il rafforzamento della rete urgenza-emergenza prevedendo l’istituzione del Psaut. Ogni nostra azione è sempre promossa nella direzione dell’ascolto dei bisogni dell’utenza, e ci siamo adoperati proprio per garantire anche la possibilità di realizzazione di una nuova struttura. Contiamo nelle prossime settimane di sottoscrivere assieme all’Arsan, al governo centrale e alla Regione, il nuovo accordo di programma per l’utilizzo dei fondi ex articolo 20 – edilizia sanitaria per la realizzazione del presidio nella già individuata sede dell’ex campo profughi di Capua”.

Di red