Lo scorso 10 luglio il Corriere Economia, linserto economico del Corriere della Sera, dava notizia che il Presidente del Consiglio Romano Prodi ha lintenzione di chiudere Sviluppo Italia, la società a capitale pubblico nata nel 1998 ad opera dello stesso Prodi per rilanciare le sorti del Sud, ma che stando ai risultati sembra essere diventato uno dei tanti carrozzoni vuoti allitaliana. Un elefante che controlla 14 società di scopo, 18 entità regionali e che ha partecipazioni in 86 imprese private.
Un’immensità di incarichi che ai politici piacciono tanto, e adesso la competenza a vigilare su Sviluppo Italia è del vice ministro allo sviluppo economico Sergio DAntoni, che circa la possibilità di chiusura non si è ancora espresso. Il direttore generale di questo gigante da 1600 dipendenti si chiama Roberto Spingardi, che è stato anche direttore centrale di Fininvest. In epoca berlusconiana, una delle società controllate da Sviluppo Italia, la Napoli Sociale spa, è stata affidata al commercialista aversano Isidoro Orabona, nominato amministratore delegato, che politicamente è notoriamente vicino al senatore Giuliano e che erroneamente il Corsera indica come ex assessore della giunta Ciaramella, forse confondendolo con il suo cugino omonimo che attualmente è ancora assessore. La Napoli Sociale spa, insieme al Comune di Napoli, gestisce i lavoratori socialmente utili. Lo sapevano i molti che fanno politica ad Aversa di questa carica? Essa presuppone una stretta collaborazione tra ambienti vicini a Forza Italia ed alcuni settori autorevoli del centro sinistra, visto che Orabona ha come socio il Comune di Napoli, che in materia di lavoro socialmente utile ha sicuramente idee politiche diverse rispetto a quelle del centro destra. Salvatore Pizzo