(Bloq.it) ll Professore Luciano Orabona, storico del cristianesimo e autore di numerose pubblicazioni scientifiche, allunga il suo scaffale offrendo a studiosi e ricercatori il volume “Laici e Vangelo in terre del mezzogiorno. “L’Azione Cattolica di Aversa e della Campania tra cronaca e storia”. L’opera, licenziata alle stampe nel 2009 Editrice AVE – Fondazione Apostolicam Actuositatem Roma, in collaborazione

con l’Istituto per la Storia Sociale e Religiosa del Mezzogiorno è dedicata “con riconoscenza” alla sposa – e mamma dei loro quattro figli–Luciana, collaboratrice nel suo impegno in Azione Cattolica. Si tratta di una sorta di visitazione archivistica delle realtà diocesane che, partendo da Aversa, estende la sua ricerca storiografica alla Regione Ecclesiastica della Campania, nel periodo che va dal 1970 fino ai nostri giorni. Costruito su fonti primarie di informazione e attenendosi rigorosamente a testimonianze dirette e personali dell’autore, il contenuto del libro viene accreditato sia per la Diocesi di Aversa che per la regione campana, da una abbondante e particolareggiata documentazione, tratta da archivi pubblici e privati. Il sostegno dei riferimenti è costituito da monografie dell’epoca e dalla stampa periodica locale tra cui spicca “La SETTIMANA”, il Periodico Diocesano che è stato “significativa voce della Diocesi di Aversa” e fondamentale fonte narrativa per il decennio 1963-1974. La trattazione, costituita da quattordici capitoli ricchi di preziose note illustrative e da un’appendice di documenti editi ed inediti , compreso un indice di nomi e luoghi, è frutto di un’attenta e puntuale trascrizione tale da poter assicurare una notevole forma di documentazione. Questa annota la fase iniziale della ricostruzione storica, grazie ad un “fortunoso reperimento in archivio privato di un registro di protocollo datato 1939-1947”, dal quale emerge “un laicato cattolico che non brilla per alto grado di formazione culturale”! In seguito i responsabili dell’Azione Cattolica, dopo una progressiva presa di coscienza dei problemi religiosi e della società connessi alla vita dell’associazione, entrano in diretto contatto di collaborazione con gli organi centrali e si fanno carico dell’organizzazione associativa in ambito regionale. Questo intreccio tra la realtà associativa aversana con quelle della Regione Ecclesiastica Campana rende possibile la narrazione delle vicende, che fanno emergere una significativa e proficua “storia dell’Azione Cattolica in Campania”. Punto focale del dibattito fu il Concilio Vaticano II che, divenuto la bandiera della presidenza diocesana guidata da Orabona, orienta l’attività della Delegazione Regionale e soprattutto delle trentaquattro Diocesi, al fine di portarne i contenuti culturali a conoscenza di Clero e Laicato operanti in tutte le Parrocchie. Questo sforzo enorme dei militanti, organizzati per diffondere una lettura in termini di impegno pastorale delle situazioni socio religiose della regione, si consolida avviando anche una Scuola Associativa Regionale, una Consulta per l’Apostolato dei Laici, un Piano Pastorale Regionale ed una collaborazione così stretta e continua con i Vescovi, al punto che l’A.C. Regionale fu chiamata ai lavori della Conferenza Episcopale Campana. Questa impostazione, talvolta non approvata dagli stessi vescovi, proprio perché privilegiava i temi della spiritualità e della formazione dei Dirigenti periferici nella cultura teologica e storico-religiosa, caratterizzò l’impegno responsabile del laicato campano che, dopo aver avuto nel delicato incarico di Presidente Nazionale prima Mario Agnes e poi Raffaele Cananzi, chiama ancora nel 2008 il campano Franco Miano! Il testo, partendo dall’Opera dei Congressi, sviluppatasi negli anni trenta, quaranta e cinquanta del novecento, prosegue con il Vaticano II che, vedendo la Chiesa come popolo di Dio e pastorale di comunione, segna la stagione del rinnovamento associativo con l’appello alla fede per vincere il secolarismo e per una scelta religiosa, quale scelta pastorale che individua negli annunziatori del vangelo i fautori del progresso della società. Quindi ferma nella nascita della nuova maxi regione campana il momento di inizio della ricostruzione delle strutture, specialmente di base, come fattore di animazione della spiritualità, grazie alla scuola di formazione per laici responsabili i quali, partendo dal Vangelo della carità, giungano a Gesù, speranza del mondo. Poiché, come saggiamente annota Orabona, “le idee camminano sulle gambe degli uomini con diuturna tessitura di rapporti personali”, non potevano mancare nelle pagine quei “laici testimoni di fede cattolica e di impegno sociale”, i quali con la loro testimonianza di animazione cristiana delle realta temporali hanno dimostrato “di che cosa sia capace la forza dell’amore a Dio ed ai fratelli nella cooperazione all’apostolato della Chiesa”. Sono uomini e donne quali Maria Noto, Anna Brosco, Riccardo Dell’Aversano, Maria Verde, Mario D’Amore, Giacomo Zapparrata, Elina Pianese, Giulia D’Amore, Anna Valentino, che, in un arco di tempo che va dai primi anni all’ultimo decennio del secolo scorso, hanno partecipato tutti e ciascuno alla “plantatio ecclesiae” nella Diocesi di Aversa con esperienze e responsabilità anche di livello superiore. Questi “esempi”, con la loro paradigmatica condotta di vita nella promozione del bene comune, stanno a significare come l’associazione, vissuta con convinzione ed impegno, possa diventare anche una “scuola di santità nel servizio all’uomo nelle comunità dei credenti”.

Giuseppe Diana


Di red