(Bloq.it) Numerosi i poeti aversani presenti: Giuseppe Fabozzi, Luigi Coscione, Ciro Prota, Gennaro Schiavone, Enza Capuozzo, Vittorio Raimondo, Carmela Basile e Salvatore Lagravanese Organizzato dall’Associazione Socioculturale Internazionale “N. Jommelli” di Aversa, presieduta dal poeta Antonio Golia, si è svolta presso l’Auditorium dell’ Istituto A. Gallo, gentilmente messo a disposizione

dal Dirigente Prof. Gennaro Cristiano, la cerimonia di premiazione del XVIII Concorso Nazionale Poetico Letterario Città di Aversa, dedicato all’ On. Pietro Rosano. La serata, condotta dal Cav. Gianni Ianuale, Presidente dell’Accademia Internazionale Vesuviana, è stata confortata da una grande partecipazione di poeti e artisti intervenuti da ogni parte di Italia, per essere insieme a colleghi e operatori culturali, musicisti e cantanti, critici e giornalisti, che con la loro presenza hanno reso particolarmente significativa la manifestazione, alla quale ha preso parte anche Manfredi Dell’ Aversana, vincitore del Premio Nazionale di Poesia Città di Parete. L’apertura dei lavori ha visto con un discorso documentato di Golia – candidato al Nobel per la letteratura per aver scritto venti libri di poesia intitolati “Teorema d’Amore” – il quale ha ricordato le personalità di Pietro Rosano e di Alfonso Gallo, tra le più importanti e significative della storia patria aversana. È stata poi la volta dei poeti che, ritirando premi e diplomi, hanno declamato le loro poesie tra gli applausi dei presenti, deliziati da molti intervalli musicali, da recite teatrali, e dall’esibizione del Coro dell’Istituto Comprensivo G. Parente, cortesemente inviato dalla Dirigente Scolastica Prof. Margherita Pisanelli, poetessa e scrittrice. La performance dei poeti, presentati dall’attrice Emilia Altobelli, ha portato alla ribalta molti aversani, tra i quali Giuseppe Fabozzi 2° classificato alla Sezione vernacolo, Luigi Coscione, 3° classificato alla Sezione in lingua, Ciro Prota, Vittorio Raimondo, Carmela Basile, Gennaro Schiavone, Enza Capuozzo, e Salvatore Lagravanese, cui è andato il Premio della Fondazione. La serata è stata conclusa dall’Avv. Giuseppe Diana che, ricordando come l’arte sia una delle poche caratteristiche umane che corroborano lo spirito, rinfrancano il pensiero ed evocano gli imperativi categorici, che conducono alla responsabilità ed alla coscienza del dover essere, ha sottolineato come la poesia sia un viatico che consente di costruire, oltre le esperienze personali, le significazioni sociali e istituzionali. Anche quando è intrisa di incertezza, di proposte solo abbozzate, di volontà che sembrano inefficaci ma che in realtà escludono inerzia, indecisione e disimpegno, la poesia è la strada maestra per contribuire ad uscire dal limbo culturale e sociale, nel quale spesso ci ritroviamo come individui, trasformandosi nel sentiero introspettivo che spinge a riflettere sulla coscienza. L’arte poetica, proiettandoci fuori dallo stallo ideale, ci fa affermare, sveglia la nostra anima sociale e consente di avere migliore senso della responsabilità, che ci riguarda come cittadini attivi, impegnati per il bene comune, unica premessa per una convivenza civile possibile o, come si usa dire oggi, sostenibile.


Di red