Emergono particolari singolari rispetto ad una spesa che potrà arrivare a 31 milioni di euro, mentre per risparmiare si cacciano 131.900 persone dal sistema scolastico

Emergono altre stranezze in merito alla scuola più costosa della storia che con quattrini pubblici si vuole realizzare a Parma, si tratta del nuovo edificio della “Scuola europea”, una spesa che potrà arrivare fino alla bellezza di 31milioni di euro, ciò mentre l’istruzione italiana va a rotoli per mancanza di fondi. Come noto per questa spesa abnorme, centro destra e il centro sinistra a livello nazionale, con il silenzio assenso dei leader sindacali, si stanno trovando d’accordo per spendere ben 26milioni 923mila euro. La cifra la si desume dalla delibera Cipe (Comitato per la Programmazione Economica) del 26 giugno 2009, pubblicata in Gazzetta ufficiale il 5 febbraio 2010, la quale statuisce persino che la somma potrà avere “una lievitazione del 15%”, potendo così arrivare fino a 31 milioni di euro. Dalla stessa delibera del Cipe si apprende che parte di questi finanziamenti sono stati attinti dal Fondo per le aree sottoutilizzate, ed in particolare dalle disponibilità esistenti per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. L’accordo centro sinistra – centro destra è chiaro, dal momento in cui il Comune di Parma (centro destra) e la Provincia emiliana (centro sinistra), il 9 novembre del 2007, hanno firmato una convenzione, per la realizzazione del cantiere nella zona del Campus con la quale si è anche convenuto che l’opera fosse realizzata dal Comune. Il progetto prima di essere realizzato dovrà essere approvato dalla Provincia, ma non è solo la spesa a far sorgere interrogativi, sono state le proteste di numerosi architetti locali che hanno fatto evincere che nella commissione giudicatrice per scegliere il progetto fanno parte solo ingegneri, pare strano che gli amministratori di Parma, i quali notoriamente hanno il pallino dell’internazionalizzazione non pensino anche all’architettura. Il bello è che l’area prescelta dal Consiglio Comunale di Parma, è stata in parte già acquistata da “Città della Scienza”, una società costituita da Università di Parma, Soprip (controllata dalla Provincia), Spip (controllata dal Comune), che lì prevedevano di costruire il Polo Tecnologico. In pratica Provincia e Comune pare vogliano espropriare se stessi, un contenzioso che si annuncia surreale. Intanto, dopo la delibera del Comune che ha individuato quell’area, l’Università è uscita dalla società “Città della Scienza” essendo venuto meno l’interesse a restarci ed ha messo in vendita le sue quote, circa 150mila euro. Non è tutto, dal Piano di zonizzazione acustica del comune si evince che parte dell’area è classificate nelle fasce 3 e 4, troppo rumorose per le scuole. Ci vorranno pannelli fonoassorbenti che ovviamente faranno lievitare i costi, a tal proposito la lievitazione delle spese prevista dalla delibera del Cipe calza a pennello, una coincidenza singolare. Cosa c’è dietro tutto questo? Va anche ricordato che parte dei soldi fino ad oggi erogati sono stati messi a disposizione anche dal Ministero della Pubblica Istruzione, lo stesso che non paga gli stipendi a molti docenti, che sta licenziando 131.900 persone in tre anni e che riduce le spese per le pulizie del 25%.
Salvatore Pizzo (Maestre e Maestri, autoconvocati, di Parma e provincia)








Della spesa prevista per adesso sono stati erogati:

– 4,6 milioni già incassati dal Comune, deliberati negli anni 2007 e 2008;

– 1,7 milioni nell’anno 2009 già assegnati all’Usr Emilia Romagna;

-569 mila euro come da nota protocollata dal Ministero il 24 giugno 2009;

– 8,360 milioni deliberati dal Cipe il 26 giugno 2009 che ha recepito la proposta del Ministero delle Infrastrutture;

– 6,374 milioni come parte dello stanziamento previsto per l’anno 2010 da residui di fondi ministeriali;