I politici si stanno rendendo conto che vietare per legge la cronaca giudiziaria è un qualcosa che ci farebbe rimpiombare a periodi bui della dittatura, ieri lUnione nazionale cronisti italiani ha fatto sapere di aver ottenuto importanti rassicurazioni dalla commissione giustizia del Senato per una radicale revisione del ddl/bavaglio Mastella specie per quella parte di normativa che riguarda linformazione sulle intercettazioni e sulle indagini giudiziarie.
Il disegno di legge prevede che non si debba dare notizia delle indagini fino alla fine delludienza preliminare, pena larresto o multe pesantissime. Insieme con il segretario della Fnsi, Paolo Serventi Longhi, il presidente dellUnci, Guido Columba, e una delegazione dei cronisti (il vicepresidente Bonuccelli, il segretario Bartoloni e lesperto Galimberti) sono stati ascoltati ieri in audizione dagli esponenti della commissione con interlocutori il presidente Salvi e il relatore Casson. I cronisti hanno presentato ed illustrato una serie di documenti tecnico-giuridici, proposte di emendamento al ddl, e oltre un migliaio di firme raccolte tra i giornalisti di tutta Italia. In particolare, è stato chiesto di scongiurare ogni possibile rischio di giro di vite sulle inchieste giornalistiche di oggi e di domani, togliendo dallarticolato legislativo qualsiasi ipotesi di condizionamento per il diritto-dovere di cronaca. Si legge da una nota dellUnci: Da parte sua il sen. Casson ha condiviso le preoccupazioni dei cronisti sui contenuti liberticidi di alcuni aspetti del ddl varato con maggioranza bulgara dalla Camera e si è impegnato a lavorare per la formulazione di un testo più equilibrato nel rapporto fra la tutela dei diritti del singolo e laffermazione dei valori dellinformazione al servizio dellopinione pubblica. Il presidente Salvi ha detto che laudizione è stata molto positiva e che i suoi contenuti saranno molto utili per definire il ddl. Il segretario generale della Fnsi, Paolo Serventi Longhi ha commentato così: ”Quanto chiediamo è che venga garantita ai cittadini un’informazione corretta e completa, eliminando quelle norme limitatrici della libertà di informazione e di aggravamento delle sanzioni penali e pecuniarie che il ddl prevede. Cogliamo queste novità come un elemento positivo grazie anche alla battaglia dei giornalisti italiani. Certo la sentenza della Corte europea per i diritti umani di Strasburgo, che ha enfatizzato il diritto alla conoscenza anche rispetto a quello della privacy può aiutare il Parlamento ad accogliere le nostre richieste”. ”Noi continueremo la nostra battaglia”, annuncia Serventi Longhi sostenendo che la Fnsi ”è pronta a sua volta a ricorrere alla Corte di Strasburgo per i diritti umani contro il ddl Mastella qualora non sarà modificato nel senso indicato”. Stessa linea dal presidente dell’Unione cronisti italiani, Romano Bartoloni: ”Abbiamo chiesto che vengano cancellati tutti gli elementi che nel ddl riguardano l’informazione”. Anche lui ha registrato l’orientamento positivo ad una revisione della legge : ”non solo il relatore Casson ma anche il presidente della commissione, Salvi hanno evidenziato l’orientamento della commissione a rivedere dalle fondamenta il comportamento previsto nei confronti della Federazione della stampa”. L’Unione cronisti annuncia quindi che si sta muovendo per una campagna stampa contro il ddl, con il coinvolgimento della stampa internazionale e con ricorsi anche ad Amnesty internazional oltre che alla Corte europea per i diritti umani. ”Dal punto di vista tecnico – osserva il consulente legale dei giornalisti, Alessandro Galimberti – il ddl è molto subdolo perché ad una visione superficiale sembra operi solo con operazioni lievi di maquillage, ma in realtà stravolge i principi fondamentali delle indagini preliminari, che vengono completamente oscurate e blindate. La segretezza delle indagini evoca epoche neppure troppo antiche. Su questi punti abbiamo trovato pieno ascolto in commissione”.
Il nostro giornale finchè il testo ddl non sarà definitivamente modificato, continuerà a censurare deliberatamente tutto ciò che riguarda Clemente Mastella ed i suo partito lUdeur.