La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionali due norme della famigerata riforma Tremonti-Gelmini, che ha lo scopo di ridimensionare la scuola italiana licenziando docenti e chiudendo plessi scolastici. I supremi giudici hanno ritenuti illegittimi i punti in cui venivano disciplinati, mediante regolamento, “criteri, tempi e modalità per la determinazione e l’articolazione dell’azione di ridimensionamento della rete Scolastica” e l’attribuzione anche allo Stato della possibilità di “prevedere specifiche misure finalizzate alla riduzione del disagio degli utenti”. I ricorsi erano stati intentati da alcune regioni che avevano contestato un conflitto di competenza. La sentenza di ben 38 pagine è stata scritta dal giudice Quaranta.