La scuola italiana nel caos, il Ministero lavora al rinvio delle iscrizioni per il prossimo anno scolastico

La scuola italiana sempre più nel caos, la cosiddetta legge Gelmini è inapplicabile perché mancano i regolamenti attuativi, atti che vista la complessità delle questioni non possono essere emessi da un giorno all’altro, intanto il termine per iscrivere i ragazzi al prossimo anno scolastico incombe, c’è tempo fino al 30 gennaio e le scuole non sanno cosa dire alle famiglie che ovviamente scelgono in base all’organizzazione didattica del prossimo anno. Fonti autorevoli del ministero della Pubblica Istruzione hanno confermato che è quasi scontato che verrà emesso un provvedimento per rinviare di un mese il termine ultimo per le iscrizioni. La scuola sta andando “in oca” è difficile combinare i tagli previsti decreti Gelmini – Tremonti con la funzionalità. La situazione si è complicata anche sotto il profilo politico, è difficile combinare il taglio di ben 87mila 341 docenti con l’esistenza del tempo pieno, su questo punto il governo si è visto mettere in difficoltà dalla sua stessa maggioranza, la Commissione Cultura della Camera, pur avendo espresso un generico parere favorevole al piano programmatico che prevede 140mila posti in meno tra docenti ed amministrativi, ha comunque fatto molti rilievi come quello di non mettere a repentaglio il tempo pieno della scuola primaria, adottando le 24 ore settimanali e quindi il maestro unico solo qualora fosse espressamente richiesto dalle famiglie. Una soluzione peraltro inapplicabile anche dal punto di vista contrattuale, l’orario frontale di lezione degli insegnanti elementari è di 22 ore ed i sindacati difficilmente andrebbero a trattare integrazioni contrattuali, il decreto prevede che le due ore in più debbano essere corrisposte prelevandole dai fondi delle singole scuole, una mazzata che gli istituti non riuscirebbero a sopportare. Inoltre la Commissione ha indicato di non mutare gli attuali limiti numerici di studenti per classe ed il piano prevede un aumento medio dello 0,20% di allievi. Di fonte alla notizia di rinvio è stata molto critica la Flc-Cgil, secondo cui lo slittamento sarebbe insufficiente perché "in assenza di un quadro di rinnovamento chiaro c’è il forte rischio che gli studenti e le famiglie scelgano le scuole senza le adeguate informazioni". "Pensiamo che non sia opportuno far slittare i termini per le iscrizioni – ha fatto sapere l’organizzazione guidata da Mimmo Pantaleo – dato che quella tempistica consente di procedere a tutti i passaggi necessari, come organici e mobilità, per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico, diversamente a forte rischio". "Visto che deve ancora concludersi l’iter per l’emanazione del piano programmatico – ha spiegato il sindacato – cui dovranno seguire tutti i regolamenti specifici, ribadiamo che la fretta in questo caso è doppiamente penalizzante, per i sacrosanti diritti degli alunni a fare una scelta consapevole e ponderata sul proprio futuro formativo e per i lavoratori della scuola, ormai in balia di decisioni calate dall’alto, alquanto discutibili sotto il profilo pedagogico e didattico". Meno critica la Uil Scuola: il segretario, Massimo Di Menna, ha detto che la scadenza al 28 febbraio è una decisione "necessaria visto l’attuale stato di incertezza: lo slittamento dovrebbe permettere decisioni e delibere da parte delle scuole che debbono presentare i piani dell’offerta formativa e per consentire un efficace orientamento degli studenti".
Salvatore Pizzo