E’ stato finalmente liberato il giornalista Gianluigi Guarino, arrestato lo scorso 9 luglio, per un cumulo di pene riguardanti l’omesso controllo di alcuni articoli ritenuti diffamatori, pubblicati da uno dei giorni dei cui è stato direttore, il Corriere di Caserta da lui guidato per cinque anni. Guarino era l’unico giornalista in carcere nell’Unione Europea per una semplice colpa, quella di non aver letto approfonditamente alcune delle decine di notizie che ogni giorno un giornale deve pubblicare.
 A Guarino era stata inflitta la pena complessiva di tre anni ed un mese di reclusione inflittigli dal Tribunale di Salerno, competente perché è il luogo ove si stampa il giornale. Il suo legale Raffaele Gaetano Crisileo ha però ottenuto la riduzione della pena ad un anno e due mesi dal Giudice dell’Esecuzione di Salerno che ha riconosciuto ciò che tecnicamente si chiama “continuazione”, rispetto a provvedimenti restrittivi che a Guarino erano stati inflitti per gli stessi fatti. Durante il periodo della detenzione a Guarino sono giunti numerosi messaggi, ma nessuno dai grossi nomi del giornalismo che hanno avuto un comportamento pilatesco nei confronti di un collega finito in una situazione del genere, degno delle peggiori dittature africane. L’avvocato Crisileo dopo la decisione del Giudice dell’Esecuzione del Tribunale di Salerno ha detto: “I giudici mi hanno dato ragione, in punto di diritto, per ben due volte, sia condividendo la mia tesi sia sulla ‘continuazione’, quando hanno ridotto la pena da quella iniziale di tre anni ed un mese a quella finale di un anno e due mesi di reclusione, sia sull’applicazione della parte residuale di condono che, come ho sempre sostenuto, gli spettava per legge, gli spettava ancora, per la precisione, di usufruire di un anno ed un mese di condono residuale, cosa questa che non era stato calcolata erroneamente in sede di rideterminazione della pena. Abbiamo colto l’errore di calcolo e lo abbiamo segnalato anche in maniera significativa, spiegando per iscritto anche le nostre ragioni. Di qui la scarcerazione, anche se per prudenza, nelle more, ci eravamo rivolti anche al magistrato di sorveglianza di Avellino ed avevamo chiesto che venisse istruita la pratica per le misure alternative”.

Sa.Pi

Di Sal.Pi.