I politicanti locali dopo aver distrutto il verde hanno un nuovo nemico: la scuola

Aversa dovrebbe essere una città piena di turisti per le sue opere d’arte e la sua storia, dovrebbe attirare anche per la sua enogastronomia, lo ripeteremo fino alla nausea. In una città civile si penserebbe a sviluppare l’economia in questo senso, ma spesso la politica locale (tranne qualche rarissima eccezione) è un ricettacolo di sfaccendati che si propongono al pubblico senza alcuna decenza, del resto queste immagini dimostrano che rapporto tanti di quell’ambiente cavernicolo hanno con l’istruzione, tra loro c’è chi è lì per che sfogare la propria anima vanesia, chi per cercare migliorare una sfortunata condizione sociale, altri, che poveretti, possedendo un titolo di studio che ha deluso le loro aspettative lasciandoli disoccupati o quasi, pensano di valorizzarsi agli occhi altrui facendo i “politici”, altri ancora che pur essendo analfabeti non si rendono conto di essere gli unici amministratori al mondo che ragliano. In questo scenario di distruzione fisica, sociale ed anche morale si trovano Aversa ed il suo hinterland, il filmato sopra ci fa vedere cosa è successo all’Istituto “Mattei” durante le piogge dei giorni scorsi. Si tratta di una scuola che dovrebbe essere messa in condizione di formare operatori per il commercio, i servizi turistici e la grafica pubblicitaria, da una struttura in quelle condizioni dovrebbe essere uscire l’ossatura della nostra economia, stando così le cose è già un miracolo che dei valorosi professori riescano a tenere le lezioni. Nessun politicante fa nulla, di questo passo Aversa non sarà una città turistica ma una città piena straccioni che girano con la cravatta, anzi forse già lo è. Ci hanno già rubato la campagna, distruggendo le produzioni tipiche che altrove portano reddito, per costruire immondi quartini che non valgono nulla, se non il valore che gli riconoscono i folli che ancora li comprano indebitandosi scelleratamente nella convinzione di fare “un investimento” per il futuro, che da lontano ci appare un abbraccio alla povertà. Adesso il nemico è la scuola.
Salvatore Pizzo