Nel mio ultimo libro Napoli nel sangue, con numeri e cifre chiare, parlo delle non poche negatività e delle ombre che affliggono Napoli e il territorio campano. Purtroppo a questo lungo e tristissimo elenco devo aggiungere la sconfortante notizia che mi giunge da SantArpino,(…). Qui, ormai da circa dieci anni, tra mille contraddizioni, si portava avanti una iniziativa di straordinaria valenza culturale, sociale, artistica, formativa. Si tratta della Rassegna di Teatro Scuola dallintrigante titolo Pulcinellamente.
Ho avuto il piacere di parteciparvi con un mio spettacolo nel 2004 e rendermi personalmente conto dellentusiasmo e del grande coinvolgimento che la manifestazione suscita nei dieci giorni del suo svolgimento, riuscendo peraltro a catalizzare la partecipazione felice di migliaia di giovani. Ma come? In un territorio così difficile (e difficile è un eufemismo) come quello di cui parliamo, dove manca il più elementare rispetto delle regole, della legalità, della pacifica convivenza, dove, tra laltro, nella limitrofa Aversa cè in questo momento una zona con più diossina di quanta ce ne fosse a Seveso quando ci misero il filo spinato intorno, che cosa fanno i gli amministratori pubblici? Privano del necessario sostegno un evento che come ho potuto percepire personalmente va ben oltre le sue finalità artistiche e pedagogiche. Un luogo, un tempo, intesi come formazione civile e culturale permanenti; larte e la cultura come riscatto contro ogni forma di arroganza e prevaricazione. Ecco questa è una delle tante cose che mi fa terribilmente incazzare di questa Italia imbellettata di sterco, dove gli scandali stanno scoppiettando come mortaretti: truffe sui rifiuti, sui finanziamenti europei, sui finanziamenti alla stampa, sugli appalti. E mazzette, tangenti, bustarelle, spionaggio, associazioni a delinquere di bella gente incravattata. Sputtanati grandi finanzieri, presidenti di banche, industriali, politici. E ultimo, che va oltre il sublime, lo scandalo del calcio. Occorre risvegliarsi e svegliare le coscienze, riflettere e aprire un dibattito ma soprattutto passare alla politica del fare per offrire speranze e soluzioni concrete. Servono persone di buona volontà che cerchino di costruire città “normali”. Città in cui si possano realizzare una, mille, diecimila iniziative come quella di Pulcinellamente . Agli organizzatori va tutta la mia solidarietà, linvito a tenere duro e credere, così come hanno fatto fino ad oggi, al loro sogno di un cambiamento che è già realtà. Alle coscienze libere rivolgo un appello a sostenere in ogni modo la Rassegna e con essa il riscatto di tanti soggetti di buona volontà.
20 maggio 06
Jacopo Fo