Mentre dalle nostre parti si dormono sonni tranquilli al Nord si stanno attrezzando per “scipparci” una delle ultime ricchezze che ci rimangono, la Mozzarella Bufala, un tempo era un prodotto specifico del nostro territorio, ma i mutamenti climatici stanno cambiando tutto, già da un paio d’anni esistono allevamenti di bufale in Provincia di Bergamo, ma anche nel bolognese non scherzano.

Nel ponte del primo maggio in Piazza XX Settembre, a pochi passi dalla stazione ferroviaria del capoluogo felsineo, cera un stand in cui si vendeva “Mozzarella fatta con latte di bufale allevate in provincia di Bologna”. Una nuova concorrenza che sotto il profilo del marketing vede soccombere in partenza i produttori di Aversa e dintorni, quelli che masochisticamente aderiscono ad un Consorzio che “tutela” genericamente la “Mozzarella di Bufala Campana”, esso ha sede in un luogo che non si riesce a giustificare in alcun modo, in località San Nicola La Strada, un posto che non c’entra nulla con la nostra Mozzarella. Inoltre in quel Consorzio le denominazioni Aversa ed Aversana sembrano bandite, un’entità che considera campana anche la mozzarella prodotta nel Basso Lazio ed in parte della Puglia. I produttori aversani sono sicuramente liberi di farsi male come meglio credono, ma il loro masochismo incide pesantemente anche sull’economia locale.
Salvatore Pizzo