La giunta per le autorizzazioni della Camera ascolterà il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, mercoledì prossimo. A chiedere di essere ascoltato dalla giunta è stato lo stesso Cosentino. Il relatore Lo Presti (Pdl) ha detto: ”Studieremo con attenzione questa vicenda, Ferranti (Pd) ha aggiunto: “Ad una prima lettura degli atti ci sembra un caso estremamente complesso e grave”.
Secondo il pentito Domenico Bidognetti, la decisione di sostenere un candidato era presa in comune dai due capi del Clan dei Casalesi, Francesco Schiavone e Francesco Bidognetti, rispettivamente noti con gli alias Sandokan e Cicciotto ‘e Mezzanotte. Secondo il pentito di questi voti avrebbe usufruito anche Cosentino. Secondo Bidognetti ‘rientrava tra i compiti di Vassallo (imprenditore pentito). Dopo la richiesta d’arresto per Cosentino, il vice presidente dei deputati del Pdl Osvaldo Napoli, ha detto: "Tira aria da resa dei conti da parte della magistratura. Come ai tempi di Tangentopoli, si vorrebbero emettere verdetti sulla base di un avviso di garanzia o di una richiesta di arresto. La magistratura -aggiunge Napoli- non può dettare i tempi della politica, oggi come 15 anni fa. Questo e’ un nodo scorsoio al quale si vorrebbe impiccare il Paese, facendo strame dell’autonomia della politica. La richiesta dei magistrati campani è abnorme. Il sottosegretario Nicola Cosentino non deve dimettersi per nessuna ragione al mondo. Sbaglia l’opposizione a impiccarsi al verbo della magistratura. Ci provo’ il Pci nel 1993, e ancora ieri Massimo D’Alema ha fatto in tempo a dire che fu un errore suicida quello commesso dal Pci. Vedano di non ripetere lo stesso errore. La politica deve ritrovare la propria autonomia e la propria dignita’. Le liste elettorali per la Campania -conclude Napoli- non si formano alla Procura della Repubblica di Napoli ma nella sede dei partiti". Ma nel Pdl non sono tutti sulla stessa linea: il presidente della Camera Gianfranco Fini ha detto che la candidatura di Nicola Cosentino alla presidenza della regione Campania non credo ‘sia piu’ nel novero delle cose possibili’. Intanto ha destato molto scalpore il fatto che stando a quanto riferiscono gli atti giudiziari, un personaggio come Luigi Guida, un killer detto “Gigino o’drink” era stipendiato dal Consorzio Eco 4, dove un ruolo preminente lo avrebbe avuto anche Emilio di Caterino, detto “Capagrossa”