Mentre i mozzarellari aversani si sono assoggettati ad un Consorzio di tutela che contro ogni logica storica ed imprenditoriale ha sede in quel di San Nicola La Strada nel casertano,

un’entità in cui il toponimo Aversa è del tutto scomparso, perchè questo soggetto professa genericamente la tutela della Mozzarella di Bufala Campana, da Salerno arriva una lezione a questi inerti produttori aversani, che sembrano gongolarsi nel far scomparire il fulcro nel nulla casertano il fulcro della nostra enograstronomia. A Capaccio (Salerno) è nato un comitato a difesa della carne e della mozzarella di bufala, l’iniziativa è stata voluta dal comune di Capaccio-Paestum, invece quello di Aversa e degli altri comuni vicini dormono, e anche sostenuta dall’assessorato all’agricoltura della Provincia di Salerno, (il Comitato per la Provincia di Aversa invece non fa nulla per sostenere il prodotto mozzarella, che è una peculiarità giustificativa dell’esistenza di una nostra Provincia), nell’iniziativa salernitana sono coinvolte numerose associazioni, tra le quali l’Asso Gips (Associazione giovani imprenditori della Piana del Sele), lo Stapa Cepica (struttura della Regione) di Salerno e gli imprenditori del settore, da noi i giovani imprenditori al massimo acquistano quartini bruttissimi, in quartieri dormitorio pagandoli peraltro a peso d’oro, magari indebitandosi, convinti di aver fatto un affare, gente davvero con attributi di un certo tipo. A livello regionale i Consiglieri che abbiamo sono quelli che sono, per questi ultimi è inutile ogni commento.Tra gli obiettivi che si sono posti a Salerno, c’è l’organizzazione di una tre giorni per la valorizzazione della bufala e dei suoi derivati, prevista per il 3, 4 e 5 marzo, la definizione di una serie di itinerari gastronomici e una robusta attività di marketing e promozione degli eventi e del tessuto socio-economico che ruota intorno alla bufala.
Loro si promuovono cercando nuovi clienti in giro per il mondo, e la Mozzarella di Aversa rischia di diventare un prodotto che viene venduto solo agli aversani senza creare nuovi posti di lavoro e ricchezza per il territorio. In tanto chi vuole lavorare deve emigrare, e non diano la colpa alla Camorra anche a Salerno c’è.
Salvatore Pizzo