Carmine Zagaria il fratello 43enne del capo del Clan dei Casalesi Michele Zagaria, arrestato nei giorni scorsi per le vicende emiliane della holding criminale, è accusato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. La stessa accusa è contestata all’anziano padre Nicola, che tempo fa alla domanda di un giornalista di Tele Club Italia aveva dichiarato di non riconoscere le scelte del figlio.

L’inchiesta coinvolge complessivamente 17 persone, i pubblici ministeri antimafia Antonello Ardituro, Marco Del Gaudio e Catello Maresca hanno individuato come persone offese, gli imprenditori Raffaele Cantile, Massimo e Francesco Piccolo, imprenditori edili originari di Casapesenna, ma da anni lavorano prevalentemente in provincia di Modena. Come tanti altri del nostro territorio sono cosiddetti “portatori sani di Camorra”, nel senso che la piovra segue chiunque svolge un’attività onesta e remunerativa anche quando cerca di allontanarsi dalle nostre terre maledette, oltre a loro tra le persone offese ci sono anche gli imprenditori Francesco Minutolo e Nicola Santoro. Una delle estorsioni contestate sarebbe avvenuta in relazione alla costruzione di un complesso immobiliare in Provincia di Ferrara. Per fatti avvenuti in Emilia, a Parma, è stato condannato in appello, a 8 anni, anche l’altro dei fratelli Zagaria, Pasquale.

Di sa.pi.