Sono trascorsi 28 giorni e il collega Gianluigi Guarino è ancora in una cella del carcere di Benevento. Secondo la legge l’arresto era motivato da una pena di tre anni e un mese che doveva scontare. Tanto era il risultato, al 9 luglio scorso, di un cumulo di cinque condanne per diffamazione per “omesso controllo” avute nel periodo 2004-2005, quando era direttore del “Corriere di Caserta”. Tutto formalmente regolare. Doveroso anche il provvedimento adottato dal sostituto Vincenzo Montemurro della Procura di Salerno. Resta il fatto che un collega resta in carcere.
E questo, dal lato umano, non può che sollecitare la nostra comprensione, solidarietà e interessamento. Ora c’è una novità. Il 10 agosto, accolta l’istanza dell’avvocato Raffaele Gaetano Crisileo, si sarà l’udienza fissata dal giudice di Salerno, con procedura d’urgenza. Il legale è ottimista. “Ho recuperato le cinque sentenze di condanna – ha spiegato in un’intervista – e ho presentato al giudice del tribunale di Salerno che ha emesso l’ultima condanna la richiesta di un’udienza della “continuazione”, che è stata fissata, in piena sessione feriale, al 10 agosto. Chiedo che sulla pena più alta, un anno di reclusione, il giudice applichi la continuazione del reato, stabilendo i mesi da aggiungere per le altre sentenze. Se verrà accolta la richiesta della continuazione, la pena definitiva sarà in ogni caso inferiore ai tre anni e Guarino potrebbe lasciare subito il carcere”. Ha proseguito: “Qualora l’udienza – che sarà presieduta dalla dottoressa Renata Sessa, attuale presidente della I Sezione Penale – desse esito positivo, e ci sono tutti i presupposti, secondo me di fatto e di diritto, il dottor Gianluigi Guarino potrebbe lasciare il carcere di Benevento al più presto, con mio sommo piacere». Speriamo tutti che Gianluigi Guarino possa tornare libero. E che la solidarietà che gli è stata espressa da tanti non si fermi alle belle parole.

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