La libertà di stampa nella nostra zona è sempre di più in pericolo, ci sono colleghi che oltre a doversi difendere da un realtà ambientale che li espone ai pericoli della Camorra, sono contemporaneamente oggetto di preoccupanti attenzioni legittime da parte delle autorità. Adesso nel mirino è finita Tina Palomba, cronista di giudiziaria del Corriere di Caserta.
Non vorremmo tediare il lettore con delle questioni che appaiono interne alla nostra professione, ma che in realtà riguardano da vicino la libertà di informazione nell’Aversano e nel Casertano: dai nostri colleghi dei quotidiani casertani ci divide un abisso, oltre all’impostazione mentale e professionale che lì porta a ritenere che Aversa (e circondario) è sottoposta alla loro cittadina di Caserta, cosa che a volta li rende nostri acerrimi avversari, non condividiamo nemmeno il loro modo di fare i giornali, un modo con il quale in passato abbiamo avuto a che fare, ma va da dato a Cesare quel che è di Cesare. Se spesso conosciamo nei dettagli le nefandezze che i clan della Camorra perpetrano ai danni del nostro territorio, lo dobbiamo anche alla giornalista Maria Concetta Palomba, da tutti conosciuta come Tina, la principale cronista di nera e giudiziaria del Corriere di Caserta. Una donna coraggio del giornalismo campano, tutti i boss la conoscono e la odiano, a differenza di altri entra nelle aule di giustizia armata di taccuino mentre i mammasantissima, la guardano rabbiosi dalle gabbie. Tina nei giorni scorsi per aver fatto semplicemente il suo lavoro è stata oggetto di un preoccupante atto: i Carabinieri su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia hanno sequestrato, nella redazione del ‘Corriere di Caserta’, i verbali delle dichiarazioni del nuovo collaboratore di giustizia Michele Froncillo di Marcianise. Lo ha reso noto la redazione dello stesso quotidiano, spiegando – in una nota – che i verbali sequestrati da un servizio pubblicato ieri dal quotidiano casertano sui rapporti tra i clan marcianisani e i Casalesi. Un avviso di garanzia – prosegue la nota – è stato consegnato al direttore del giornale Domenico Palmiero e alla giornalista autrice dell’articolo Tina Palomba. Il nostro mestiere è semplicemente quello di trovare le notizie e pubblicarle, anche quando ai magistrati questo non piace, in questo caso la Palomba lo ha fatto con il merito di aver trovato le carte, questo è giornalismo, questa è la cronaca giudiziaria! Un tipo di cronaca che il parlamento sta cercando di vietare per legge, la Camera in sordina all’unanimità (solo 7 astenuti) ha approvato un disegno di legge che nemmeno nei regimi sudamericani avrebbero partorito. Lo ha presentato il Ministro Mastella. Fino a prova contraria il diritto-dovere di cronaca è ancora garantito dalla Costituzione, le accuse per Palmiero e Palomba sono davvero pesanti: rivelazione di atti aggravato dal favoreggiamento camorristico, vorremmo chiedere a questi magistrati: quando un giornalista viene in possesso di atti giudiziari cosa ne dovrebbe fare? La risposta è ovvia, darne notizia, invece questi ci indagano come delinquenti. Ci dobbiamo guardare dall’antistato ma anche dallo Stato. In molti vorrebbero che si parlasse delle vicende giudiziarie o di cronaca nera solo dopo le conferenze stampa, in pratica solo veline del regime, questo non è possibile. Anche il sindacato dei Giornalisti della Campania e l’Ordine dei Giornalisti della Campania hanno espresso solidarietà ai colleghi Mimmo Palmiero e Tina Palomba.
Salvatore Pizzo