Il degrado dellambiente, del commercio, della politica e dogni aspetto, anche il più recondito, della società aversana, si ripercuote, inevitabilmente, sui rapporti umani che intercorrono tra gli abitanti di questa sfortunata landa. I normanni, notoriamente, e purtroppo troppo spesso a ragione, sono sempre stati definiti persone dalla doppia faccia.
Persone che davanti ti riempiono di complimenti e alle spalle sono peggio di Marco Giunio Bruto Cepione e Gaio Cassio Longino. In tanti, ancora ricordano la sciagurata intervista televisiva che, tanti anni fa, fece ridere mezzItalia, quando, di fronte allArco dellAnnunziata, un troglodita (per fortuna non aversano) se ne uscì con la famosissima frase: Gli aversani sò comme lArc, nu drilorgio di qui, nu drilorgio di là. La Commissione istituita, allepoca, dalla Rai per tradurre il villico è ancora al lavoro .Le origini di questa doppiezza di personalità, francamente, nessuno le conosce. In tanti, tra gli azzeccagarbugli aversani, hanno provato a darne una, più o meno, dotta interpretazione. Io mi limito a prenderne atto e, senza interessarmi troppo delle origini, intendo, piuttosto, analizzarne gli effetti. Effetti che non esito a definire devastanti. Il proverbio fidarsi è bene, non fidarsi è meglio ad Aversa assume un significato del tutto particolare. La maggior parte dei rapporti sociali è di una superficialità inquietante e quelli più profondi, di norma, sono basati sul reciproco interesse. Molte amicizie si fondano solo ed esclusivamente sul rito quotidiano della famigerata tazzulella e cafè. I cosiddetti amici sincontrano, scambiano quattro chiacchiere, si offrono a turno il caffé, fanno quattro commenti sulla politica, lo sport e quantaltro, si salutano e amen, arrivederci al prossimo giro. Incredibile, ma vero, questo tipo di relazione ad Aversa è definito rapporto damicizia. Cè, poi, lamicizia di piazza (riservata a quelli un po tiratelli di mano, una sorta dArpagone dei poveri). Questi personaggi entrano in un bar solo quando sono certi che qualcuno è già davanti la cassa, pronto a pagare. Frequentano da anni le piazze e le strade della città, ma non sono mai entrati in una casa che non sia la loro o, al massimo, quella della suocera o della nonna. Nessuno linvita a qualsivoglia evento o cerimonia. Per costoro, infatti, non esistono parole come: auguri, cortesia, regalo di compleanno, di matrimonio ecc.. Nella variegata fauna locale cè anche il frequentatore esterno. Un personaggio, in altre parole, che non entra mai in un locale pubblico tipo: bar, pasticceria, gelateria, rosticceria ecc. Si limita a guardare gli altri dallesterno con la scusa di: fumare una sigaretta, essere a dieta, soffrire dasma, essere accaldato, aver dimenticato a casa lAmerican Express Oro. Io, francamente, ritengo che il tipico amicone aversano d.o.p., sia il girotondino, ma non quello caro a Nanni Moretti. Mi riferisco a quel tipico indigeno che, in compagnia daltri due o tre autoctoni, a volte conosciuti pochi minuti prima, in auto percorre in un pomeriggio gli stessi chilometri della famosa 24 heures du Le Mans. Non si conosce la ragione di questo strano comportamento, ma si conoscono con precisione sia il tragitto sia la méta finale: da Via Salvo DAcquisto a Via Salvo DAcquisto, passando per Via Salvo DAcquisto, per rimanere bloccati nel traffico di Via Salvo DAcquisto e, poi, parcheggiare in Via Salvo DAcquisto! Ingegnosi, non cè che dire! Altra specie dalla quale guardarsi attentamente è quella dei colleghi di lavoro. Di questi personaggi nesistono tre tipi: gli amichetti, gli amici e gli amiconi. I primi sono di competenza di personaggi dai gusti particolari. I secondi sono dei serpenti a sonagli pronti ad iniettare il loro potente veleno nelle vene del malcapitato collega. I terzi, con il sorriso degno di un Jack Nicholson quando interpreta Joker, il veleno lhanno già abbondantemente iniettato. Stanno solo aspettando che faccia effetto. Sulle amicizie tra donne, mi consentirete di non pronunciarmi. Lunica cosa che mi sento di affermare è questa: se gli uomini possono diventare delle bestie sanguinarie le donne possono diventare dieci volte uomini. E, come diceva Peppino De Filippo: ho detto tutto! Per quanto concerne la famigerata amicizia politica, quella, in pratica, che nasce per interesse, vive dinteresse e muore per interesse, lasciando nel mezzo solo unenorme quantità di sorrisini, più ambigui di quelli della Monna Lisa, mi scuserete, se non ne parlo diffusamente. Con la stessa velocità con la quale ho aperto largomento, intendo chiuderlo per non parlarne più. Un po per amor di patria e un po per evitare di soffiare sulle crisi esistenziali comuni a molti aversani, da un po di tempo a questa parte.
Ugo Persice Pisanti