I magistrati Rafaello Falcone e Giovanni Conzo della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli hanno chiuso un capitolo importante, relativo a due delitti donore avvenuti nel nostro territorio ad opera del Clan dei Casalesi. Si tratta di omicidi commessi per punire due affronti verso altrettante donne imparentare con i boss, offese che nella legge della Camorra vanno lavate col sangue.
Gli inquirenti hanno notificato lavviso di conclusione indagini a carico di 11 persone, tra gli indagati ci sono anche alcuni dei capi del Clan dei Casalesi. Questi i nomi dei destinatari del provvedimento: Remolo Simeone, 50 anni, Aniello Bidognetti, 36 anni, Giuseppe Setola, 38 anni, Alessandro Cirillo, 32 anni (latitante), Raffaele Maccarello, 36 anni, (latitante), Luigi De Vito, 40 anni, Walter Schiavone, 47 anni, Francesco Schiavone (di Luigi, detto Cicciariello), 55 anni, Francesco Bidognetti, 57 anni, Alfonso Diana, 42 anni (sotto protezione in quanto collaboratore di giustizia), Bernardo Cirillo, 42 anni. Tranne i due latitanti e Diana, gli altri otto sono tutti detenuti. A vario titolo le accuse riguardano lomicido di Giuseppe Della Corte, che morì a Casaluce il 29 aprile del 1996 nella stessa sparatoria. Lomicidio di Della Corte, secondo le accuse, fu voluto Domenico Bidognetti per punirlo per la relazione che aveva con la parente di un appartenente al clan. Come esecutori materiali sono indicati Setola, Maccarello ed Aniello Bidognetti. Il secondo omicidio è quello di Arcangelo Chiarolanza, del quale sarebbero stati mandanti Francesco Bidognetti e Cirillo, luomo fu ucciso a San Cipriano dAversa il 15 ottobre del 1992, aveva osato interrompere un legame sentimentale con una ragazza parente degli intoccabili, come esecutori materiali sono indicati Alfonso Diana e Aniello Bidognetti.
Salvatore Pizzo