Gli avvocati Vittorio Trupiano e Massimo Guadagni, difensori di Mario Santoro, condannato all’ergastolo insieme a Francesco Piacenti, Nunzio De Falco, Giuseppe Della Medaglia e a Giuseppe Quadrano (pentito, condannato a 14 anni) per l’omicidio di Don Peppino Diana, parroco “anticamorra” di Casal di Principe, hanno depositato presso la Corte d’Appello di Roma la richiesta di revisione della sentenza di condanna.

I legali di Mario Santoro hanno apportato, a sostegno della necessità di un nuovo processo, alcune sentenze di processi di camorra svolti a Madrid nel 2004. Considerando questi atti processuali i legali che difendono Mario Santoro, affiliato al clan di Augusto La Torre, non avrebbe potuto partecipare ad omicidi non decisi dal capo clan. Inoltre i legali di Santoro hanno anche fornito la testimonianza di un collaboratore di giustizia, secondo la quale il loro assistito all’epoca dei fatti (19 marzo 1994) era a Mondragone e dunque non avrebbe potuto partecipato all’omicidio del parroco anticamorra. Inoltre, riferendosi ad un processo celebrato a Madrid nel 2004, un testimone ha asserito che Francesco Piacenti, considerato dalla legge italiana killer di Don Diana, insieme a Mario Santoro, il giorno dell’omicidio era a San Josè, in Spagna, per una festa.

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