Al senatore Lorenzo Diana, parlamentare diessino e segretario della Commissione Antimafia, va dato atto della sua onestà intellettuale
Ci riferiamo alla sua affermazione riportata, ieri mattina, da Gian Antonio Stella in un fondo pubblicato dal “Corriere della Sera”, Diana a proposito delle pesanti infiltrazioni camorristiche che affliggono gli enti locali e la sanità campana, ha detto a chiare lettere che anche la sinistra ha commesso “delle leggerezze”, infatti i consigli comunali (e addirittura anche un’Asl) commissariati per le intrusioni della Camorra erano gestiti anche da esponenti del centro sinistra. Diana proprio qualche giorno fa, a proposito delle stesse vicende, era stato criticato da “Il Giornale” edito dal fratello di Berlusconi, perché sarebbe stato reo di aver dichiarato che “è venuto meno il rapporto tra etica e politica”. Inoltre va anche detto che il parlamentare è stato l’unico esponente di un certo livello della nostra zona a fare autocritica della sua parte politica, senza poi cambiare bandiera, ma forse lui se lo può permettere perché avendo già fatto due legislature, secondo i criteri adottati dai vertici della Quercia non dovrebbe essere più ricandidato, quindi non ha da temere nessuna ritorsione degli apparati di partito. Diana, com’è avvenuto giorni fa nei confronti del finanziere Giuseppe Statuto, talvolta è stato anche oggetto di “attenzioni” politiche per un parente che sarebbe ben noto alla giustizia, e lui in risposta ha sempre, e giustamente, detto: “I parenti non ce li scegliamo”. Tuttavia quale parlamentare del territorio, così come avviene per tutti gli altri politici della nostra zona, non lo abbiamo mai visto contrapporsi alla politica quartinara, quella di chi ha occupato il territorio con le case, devastando la nostra zona e sottraendo quindi il comprensorio alle possibilità di sviluppo. Una complicità politica pesante, il parlamentare è stato poco incisivo anche in merito alla questione aversana e alla negazione del diritto all’autoderminazione della nostra gente, nella sua azione politica non si è mai visto nulla che fosse finalizzato alla decasertanizzazione del territorio. Da giornalisti non possiamo che compiacerci del fatto che abbia spazzato via, provocando anche degli arresti, una consorteria che con l’uso della stampa becera e casertana, voleva ricattare politici e imprenditori della zona. Purtroppo non si è andati a fondo, Diana doveva agire non contro una sola testata, ma anche nei confronti di altre che ispirate in tal senso, lo avevano maldestramente attaccato gettando su di lui delle infamanti luci sinistre, ma non lo ha fatto e nessuno sa il perché. Salvatore Pizzo