I tombaroli e i trafficanti internazionali d’arte lo hanno capito da sempre, ma le pletore di uomini non all’altezza della situazione no. La quasi totalità della classe dirigente aversano-giuglianese, non riesce a comprendere quale siano il valore e le potenzialità di ritorno per l’economia locale offerta dei tesori artistici che possediamo, beni di cui forse molti di loro non sanno nemmeno dell’esistenza.

Lo testimonia l’operazione “Aurea” condotta dal Nucleo tutela patrimonio culturale dei Carabinieri, i militari hanno sequestrato 750 reperti e tra questi anche 53 stucchi del I secolo avanti Cristo, fregi decorativi parietali appartenenti ad una casa imperiale. Sono state denunciate di 32 persone, delle quali 10 sono finite in carcere. Scavavano illecitamente non solo in Campania ma anche in altre regioni, si tratta di un’organizzazione specializzata nel commercio illecito di reperti. Le indagini che riguardano Campania, Lazio, Umbria, Toscana, Veneto, sono state coordinate dai magistrati delle procure della Repubblica di Roma e S.Maria Capua Vetere. Per quanto riguarda gli stucchi ora gli esperti stanno compiendo verifiche in tutta la regione per individuare il luogo esatto.In carcere sono finiti: Giovanni Viglietta di Monterotondo Patrizio Santini di Bracciano Ercole Antonetti Tivoli Annibale Corvino di Casal di Principe. Agli arresti domiciliari sono andati Nazzareno Fiorucci, residente a Sansepolcro, (Arezzo), e Marco d’Urso, 40enne romano, Vincenzo Martinisi e Giulio Festa, casertani, Antonio Montuori e Carmine Palma, di Avella.

Di red