Il detto popolare a cart e music man i cecat , che si riferisce allimpossibilità di fare della buona musica in presenza di un direttore dorchestra cieco, è quanto mai azzeccato per gli amministratori aversani. Il nostro giornale è sempre stato attento alla salvaguardia del Parco Pozzi, lunica area verde della città normanna, così come allassenza di investimento adeguato da parte dellamministrazione sul concetto stesso di Area Verde e Bene collettivo. Ora però la non curanza si è unita allinutilità operativa: come un serpente che gira e rigira si magia la propria coda, lamministrazione innesca dei meccanismi viziosi che hanno come risultato la produzione di nulla e di servizi socialmente inutili.
Finalmente, dopo un anno dallinizio dei lavori, lentrata del Parco Pozzi di via Lennie J. Tristano (quella a pochi passi dallAuditorium Ex macello) è stata riaperta al pubblico. Un anno sarebbe bastato per il recupero del Colosseo a Roma, invece lo stesso tempo ad Aversa è servito per costruire una rampa a norma per laccesso dei diversamente abili. Fin qui, nonostante la variabile tempo, tutto normale. Ma, come si evince dalla foto, appena subito dopo il tradizionale cancello, è stato posto un sistema (lo stesso utilizzato alla Villa) che impedisce laccesso ad una qualsiasi sedia a rotelle, dunque impedendone laccesso ad un diversamente abile. In pratica è stato pensato un sistema per impedire laccesso ai motocicli, snaturando però lessenza stessa della costruzione della rampa daccesso. In definitiva, un diversamente abile non può accedere nel Parco Pubblico. In poche parole, quell Archimede che ha pensato lingresso di via Tritano ha realizzato una rampa a norma che impedisce laccesso ad un diversamente abile: raro esempio italiano di barriera architettonica innalzata dopo una costruzione che avrebbe dovuto facilitare laccesso dei diversamente abili. Se lamministrazione non provvederà quanto prima, bisognerà interpellare la necessaria via legale per sciogliere questo nodo. Purtroppo oramai gli aversani sembrano essere così assuefatti a queste anormalità da non denunziarle neppure, segno che lassenza di progettualità amministrativa sta contagiando pure la società civile.
Nicola Palumbo