Rosaria Massa, la donna che per cinque anni ha nascosto l’ex boss del clan dei casalesi, Michele Zagaria, ha indicato un poliziotto come colui che ha fatto sparire la tanto ricercata pen drive dal bunker presente sotto la sua casa, in via Mascagni a Casapesenna.

Secondo le dichiarazioni della 42enne, il 7 dicembre del 2011, durante la cattura del boss ad opera dell’ex dirigente della squadra mobile di Napoli, Vittorio Pisani, un poliziotto in servizio a Napoli, riconosciuto grazie ad una foto scaricata da internet e illustrata alla donna dai carabinieri del Ros e di Caserta e dai pm della procura Antimafia, avrebbe sequestrato la penna usb mai rinvenuta. Massa ha dichiarato al Ros: «Ricordo che due pen drive erano comuni, la terza era a forma di cuore con dei brillantini tipo Swarovski ed era legata a un ciondolo. Ricordo che la mattina delle operazioni del 7 dicembre era posizionata sulla mensola della cucina, appesa a un vaso. Ho visto che questa pennetta venne sequestrata, nel senso che venne materialmente presa da uno dei poliziotti che stavano conducendo le operazioni di cattura ed era uno degli stretti collaboratori del dottor Pisani. Non saprei che fine ha fatto».

La sparizione della chiave usb è emersa grazie all’intercettazione telefonica tra i fratelli imprenditori Raffaele e Augusto Pezzella, nell’ambito dell’inchiesta «Medea», che ha portato le manette ai polsi di  diversi imprenditori che si erano finti vittime del gruppo camorristico. Stando alla ricostruzione della Procura, la pen drive sarebbe stata pagata 50mila euro dall’imprenditore Orlando Fontana.

{fcomment}.