Dopo il sequestro negli uffici del Comune di Parma di documenti relativi a pratiche edilizie, messo in atto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, emergono altri punti di contatto tra gli ambienti che contano della città emiliana ed il famigerato Clan dei Casalesi. Dopo aver toccato il centro sinistra, con l’iscrizione nel registro degli indagati di Vittorio Insigne, consigliere regionale campano dell’Udeur, adesso a pochi giorni dal ballottaggio per eleggere il sindaco di Parma spunta la notizia di un incontro tra il presidente uscente del Consiglio Comunale di Parma, Giovanni Bernini (Forza Italia), ed il fratello del capo del Clan dei Casalesi, Pasquale Zagaria.

Come avevamo già confermato da queste colonne lo scorso 16 aprile, l’organizzazione capeggiata dal superboss Michele Zagaria, ha avuto contatti importanti a Parma, dove grazie ad alcuni “parmigiani del sasso” riciclavano nell’edilizia i soldi sporchi del sangue della nostra gente. Tra gli indagati ci sono Alfredo Stocchi, ex assessore della giunta comunale di Parma ed Aldo Bazzini immobiliarista al quale sono stati sequestrati beni per milioni di euro, quest’ultimo fu indagato insieme al figlio Andrea che ha per queste vicende ha già patteggiato 2 anni. Bernini, che è stato consigliere del Ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi, interrogato su questa questione non avrebbe smentito l’incontro. Zagaria gli sarebbe stato presentato come imprenditore. A pregarlo di incontrarlo sarebbe stato Alfredo Stocchi, un nome non nuovo alle cronache giudiziarie, fu coinvolto anche nella tangentopoli parmigiana da cui uscì con un patteggiamento. Secondo le indagini i Casalesi ed i loro contatti parmigiani avrebbero voluto capire se Bernini fosse corruttibile. Si tratta del prosieguo di un’inchiesta che ha avuto il suo culmine nel giugno del 2006, con 27 ordini di carcerazioni e il sequestro di beni 40milioni di euro a Parma e dintorni, che ha scoperchiato il pentolone di contiguità tra la “nostra” Camorra e certi ambienti della Parma bene. Il patrimonio del clan era affidato proprio ai Bazzini, e molti altri sono i parmigiani toccati da quest’inchiesta che sembra essere ancora gli inizi.