Ieri a Milano è terminata la tre giorni del Forum Salute Mentale, a conferma della ultracentenaria tradizione della scuola psichiatrica aversana,

la portavoce di questa importante manifestazione era proprio una professionista che opera ad Aversa, Giovanna del Giudice direttrice del Dipartimento di Salute Mentale della nostra Asl. Un importante quotidiano come “La Repubblica”, edizione Salute del 2 febbraio, ha ospitato un suo articolo che noi riproponiamo: “Si apre oggi a Milano (ore 14, Sala della Camera del Lavoro, Corso di Porta Vittoria 35; info www.forumsalutementale.it) la tre giorni nazionale indetta dal Forum, l’iniziativa nata nel 2003 per "Ridurre la dissociazione che molti da tempo avvertono tra enunciati e pratiche nel campo delle politiche della salute mentale", come recita il documento programmatico. Si ripartirà, invece, dalla difesa della legge 180, la legge Basaglia sui manicomi, dopo le dichiarazioni contraddittorie del governo. Le relazioni sono però sulle "buone pratiche": interventi da varie regioni, con la Lombardia nel mirino. Invitati vari politici (anche Prodi) e assessori: quale programma sulla salute mentale? (m. pag.) Dopo gli incontri di Roma, di Camaiore e di Bari, a Milano si aprono le la giornate del III Forum Salute Mentale: in Lombardia, a svelare il fallimento del progetto liberista in riferimento al sistema sanitario, e in particolare ai servizi per la salute mentale, che foraggia il privato e tutela le persone più abbienti mentre depaupera il pubblico e marginalizza, conferma l’esclusione, lascia nella non cura le vite di scarto. Ma a Milano anche a valorizzare le esperienze pubbliche, pure di nicchia, di buona pratiche di operatori, amministratori, familiari, cittadini. Saremo costretti a riparlare della Legge 180, a cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità e molte nazioni guardano da sempre con interesse definendola indice di civiltà e democrazia. Il Forum non è nato per difendere la legge, ma le reiterate affermazioni del ministro Storace ci costringono a farlo. Non sappiamo se il ministro vuole prendere solo un pugno di voti in più o distogliere l’attenzione dai problemi drammatici che attraversano il paese, e siamo stanchi di assicurazioni sulla non volontà di ritorno al manicomio. La chiusura del manicomio è stato obiettivo pratico, culturale e simbolico imprescindile, ma anche tappa da cui partire per la costruzione di servizi territoriali che garantissero la cura, la salvaguardia dei diritti, l’emancipazione dei soggetti e insieme la restituzione alla comunità delle contraddizioni, del corpo organico e del corpo sociale, che nella malattia si esprimono. Il ministro dice che bisogna mettere mano alla legge perché il quadro scientifico e sociale è cambiato. Si riferisce certamente al semplicismo dell’ideologia biologistica che avanza e al riduzionismo delle sue pratiche, ad un sociale ridotto a puro terreno di investimento. Tutto questo certamente non può se non prevedere un ritorno indietro, una ricostituzioni di poteri forti e definiti in spazi definiti, e possibilmente chiusi, dove di nuovo catalogare, sperimentare, annientare. Ma forse Storace non vuole questo.Il Forum, invece, vuole andare avanti. Abbiamo dimostrato in varie parti del paese che è possibile farsi carico della domanda di cura, di benessere, di partecipazione, di protagonismo, di emancipazione posta dai cittadini, che è possibile costruire servizi che sostanziano questi diritti. Chiamiamo questo "buone pratiche". I servizi a cui facciamo riferimento sono Centri di Salute Mentale aperti sulle 24 ore per 7 giorni, con posti letto, attraversabili dalla comunità; Servizi Ospedalieri Psichiatrici di Diagnosi e Cura capaci di curare a porte aperte e senza contenere (legare); "case" per piccoli gruppi di persone supportate ed assistite; attività routinarie di sostegno alle famiglie, di sostegno al reddito e all’abitare, programmi individuali e integrati in particolare per le persone più vulnerabili e che hanno difficoltà ad accedere al servizio, programmi di presa in carico delle persone detenute nei carceri e negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Nelle giornate di Milano sarà presentata una lettera ai Presidenti delle Regioni, che sempre hanno sostenuto la legge, perché questi promuovano politiche di costruzione di servizi e programmi siffatti oppure dichiarino apertamente che la Legge 180 va cambiata.

Di red