Pasquale Zagaria (nella foto) il fratello del capo del Clan dei Casalesi Michele Zagaria, uno dei dieci laitanti più pericolosi d’Italia, si è costitutito l’altro ieri presentandosi al carcere di Santa Maria Capua Vetere accompagnato dai suoi avvocati. Zagaria deve scontare ancora metà dei sei anni e sei mesi di reclusione ai quali è stato condannato per lo scandalo delle tangenti dell’alta velocità.
E’ lui la mente imprenditoriale del clan, l’uomo al quale toccava prendere i contatti con i colletti bianchi e riciclare gli ingenti capitali dell’oganizzazione. In Emilia sono stati individuati beni e soldi per 50milioni di euro. Per questo Pasqauale Zagaria aveva allacciato conttatti ad alto livello a Parma, tramite “conoscenti” si era incontrato con il locale presidente del Consiglio Comunale Giovanni Bernini, di Forza Italia, quando quest’ultimo era Consigliere del Ministro dell’Infrastrutture Lunardi. A presentarglielo sarebbe stato Alfredo Stocchi, ex assessore socialista parmigiano, già coinvolto in passato nell’inchiesta della tangentopoli che interesso Parma negli anni ‘90, il quale lavorando come agente immobiliare avrebbe conosciuto il fratello del boss con il quale avrebbe fatto affari. Stocchi è indagato per riciclaggio dagli uomini della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Il ponte dei “Casalesi”, stando alla DDA a Parma erano Aldo ed Andrea Bazzini, padre e figlio entrambi immobiliaristi. Uno dei due, Andrea, ha già patteggiato 2 anni, l’altro ha fatto richiesta di giudizio abbreviato. Uno dei due è anche legato sentimentalmente ad una parente del boss, Annamaria Errante che ha patteggiato un anno e 4 mesi con la pena sospesa. I sospetti sono pesanti anche nei confronti di colletti bianchi ed uomini della ricca ed opulenta imprenditoria parmigiana. Si parla di colonna parmigiana del Clan dei Casalesi, fatta di gente che non spara, personaggi che agiscono muovendosi nei salotti che contano e nelle banche. Un giorno per compiere un affare a Parma, Pasquale Zagaria, in orario di chiusura delle banche riuscì a raccimolare mezzo milione di euro in contanti, un fatto che la dice lunga sul livello degli appoggi di cui gode nella città ducuale. Se Pasquale Zagaria dovesse decidere di parlare, a Parma e non solo, saranno molti quelli che tremerebbero. Dall’indagine emerge un ruolo significativo di Vittorio Insigne, consigliere regionale dell’Udeur che ha fatto richiesta di giudizio abbreviato anche lui, (appartiene al partito di Mastella, il politico che con la connivenza di tutti i partiti politici sta tentando di far approvare una legge che di fatto abolisce la cronaca giudiziaria).